Professione e Mercato

Esame d'avvocato: question time con Bonafede su tempi e modi degli scritti di metà dicembre

di Francesco Machina Grifeo

Giovedì 29 ottobre il Ministro risponderà all'interrogazione del senatore Ferri sulla possibilitàdi svolgere in modo alternativo le prove di abilitazione, a causa dell'emergenza covid-19. Intanto sul sito del Ministero compare un "chiarimento" sulle tasse di iscrizione

Potrebbe arrivare domani il chiarimento atteso dai circa 25mila praticanti avvocati in attesa di sapere se, nonostante la recrudescenza dei contagi, il Ministero terrà ferme le modalità e le date di esame per l'abilitazione all'esercizio della professione forense, attualmente previste per i prossimi 15, 16 e 17 dicembre (dal Dm 14 settembre).

È stato infatti calendarizzato per giovedì 29 ottobre l'interrogazione presentata dal deputato Cosimo Ferri, già sottosegretario di Stato alla Giustizia per sapere se "il Ministro intenda adottare iniziative per prevedere una modalità alternativa con la quale espletare l'esame da avvocato 2020/2021".

In particolare, la modalità suggerita è "l'eliminazione delle prove scritte e l'introduzione di una prova orale abilitante che preveda le materie di diritto civile, diritto penale, una procedura, deontologia e due materie a scelta, da svolgersi anche in modalità telematica". Il richiedente ricorda infatti che molte professioni hanno già effettuato gli esami svolgendo esclusivamente la prova orale. Mentre il Ministero dell'Università, a fine settembre, ha confermato che si svolgeranno in modalità orale a distanza anche gli esami di abilitazione per molte professioni tra cui architetto, ingegnere, dottore commercialista, esperto contabile e revisore legale . Una formula, secondo Ferri, che è "la più idonea, anche per l'esame di avvocato, a garantire lo svolgimento certo della sessione in sicurezza e tempi celeri".

Intanto nei giorni scorsi le associazioni dei praticanti hanno espresso rammarico per l'assenza di un tavolo col Ministro in cui discutere dell'emergenza. "Il ministro e il Governo - attacca Claudia Majolo, presidente Upa - così solerti nell'analizzare i numeri dei contagi, come possono anche lontanamente pensare di consentire lo svolgimento di un esame di abilitazione che solo a Napoli, la mia Corte d'appello, quest'anno conterà circa 5000 esaminandi? Non si può aspettare il 27 novembre per ottenere dal ministero quelle famose linee guida per lo svolgimento dell'esame in sicurezza che, a parer mio, dovrebbero esser già rese note agli abilitandi". "Ci sono persone che vivono all'estero e fuori regioni, candidati con patologie che già adesso dovrebbero essere a conoscenza di quali saranno le strategie da adottare per salvaguardare la salute di tutti". Majolo ricorda poi che i recenti contagi tra i commissari di alcune corti d'appello "hanno messo un freno agli esami orali". "Ancora una volta, dunque – conclude Majolo -, chiediamo al ministro Bonafede di prevedere un esame orale di abilitazione per l'anno 2020 ma con la necessaria previsione di un tavolo di incontro per dar vita, finalmente, a un nuovo esame di abilitazione".

È di oggi invece la pubblicazione di un "chiarimento" sul sito del Ministero della Giustizia relativo al versamento del contributo spese di 50,00 euro, (articolo 4 comma "2" lettera "b" del bando relativo al Concorso pubblico di esame di abilitazione all'esercizio della professione forense - sessione 2020), in cui si afferma che "per il buon fine delle transazioni di pagamento attraverso i canali postali a mezzo bonifico e bollettino, il versamento dovrà essere effettuato sul conto corrente postale n. 1020171540, intestato a: "TES. VT – ESAME ABILIT.AVV.ART.1 CO 600 L.147/13"".


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