Professione e Mercato

Accordi commerciali tra e con Paesi Asiatici 2020

di Fabio Marazzi e Silvia Quintini*

L'area ASEAN ha, negli ultimi anni, acquisito un ruolo di fondamentale importanza nello scenario del commercio mondiale, tanto che ha recentemente visto arrivare una grande quantità di nuovi investimenti Europei, a scapito della Cina


L'area ASEAN ha, negli ultimi anni, acquisito un ruolo di fondamentale importanza nello scenario del commercio mondiale, tanto che ha recentemente visto arrivare una grande quantità di nuovi investimenti Europei, a scapito della Cina. Tuttavia, come il Parlamento Europeo ha dichiarato ad ottobre 2020, è impossibile non considerare l'impatto che la pandemia da Covid-19 ha avuto, e continuerà ad avere, su tale regione, in termini di contrazioni degli scambi: la politica commerciale diventa dunque lo strumento per spingere la ripresa, evitando misure che riducano gli scambi commerciali accelerando la recessione economica a livello mondiale. Dunque, nuovi accordi commerciali tra l'Europa e il Sud-Est Asiatico, così come tra Paesi Asiatici stessi, hanno continuato ad essere negoziati durante l'anno in corso.

Uno di questi è l'accordo bilaterale di libero scambio firmato dal Ministro del Commercio cinese e quello Cambogiano il 12 ottobre 2020, per il quale le trattative sono iniziate alla fine dello scorso anno. L'obiettivo dell'accordo sarebbe quello di aumentare l'export della Cambogia verso la Cina del 25%, e riguarda settori come il commercio, il turismo e l'agricoltura, per i quali entrambi i Paesi taglieranno i dazi su 340 commodities, eliminandoli del tutto per il 95% di esse. Una delle ragioni che ha spinto la Cambogia a ricercare una corsia preferenziale verso la Cina si può ritrovare nelle sanzioni che l'Unione Europea ha imposto nell'ultimo anno al Paese a causa di numerose violazioni dei diritti umani, tra le quali la sospensione di parte degli accordi commerciali esistenti, rendendo dunque imprescindibili gli scambi con il partner cinese. Questo Free Trade Agreement si aggiunge ad altri progetti tra i due Paesi: l'export di banane in Cina è aumentato di 15 volte nel 2019 grazie ad un accordo, mentre è in fase di negoziazione un ulteriore accordo per sostenere l'aumento degli investimenti diretti esteri dalla Cina alla Cambogia (al momento pari al 47% degli IDE totali in Cambogia), e del turismo cinese nel Paese.

Per quanto riguarda l'Unione Europea, il 1° agosto 2020 è entrato in vigore l'EVFTA, un accordo di libero scambio con il Vietnam, il secondo mai negoziato dall'Unione Europea con un Paese del Sud-Est asiatico (dopo quello del 2019 con Singapore) e uno dei più ambiziosi mai realizzati con un Paese in via di sviluppo. L'accordo ha come obiettivo quello di creare nuove opportunità commerciali e lavorative, riducendo i dazi, fino ad eliminarli totalmente per il 99% dei prodotti scambiati tra i due Paesi. In particolare, il 65% dei dazi sugli export europei e il 71% di quelli sugli export vietnamiti sono eliminati immediatamente all'entrata in vigore dell'Accordo, mentre i dazi rimanenti saranno gradualmente eliminati in un arco di tempo di 10 anni. Inoltre, i due Paesi puntano a ridurre le barriere al commercio di tipo non tariffario e a migliorare la protezione della
proprietà intellettuale e delle indicazioni geografiche. Il Vietnam si impegna ad assicurare che la produzione di beni esportabili che avviene nel Paese segua gli standard di sostenibilità e di rispetto dei diritti umani e del lavoro dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro e delle convenzioni dell'ONU. Ciò è giustificato dal legame tra questo Accordo e il precedente Accordo di partenariato e cooperazione UE-Vietnam (entrato in vigore ad ottobre 2016).
L'Unione Europea, in aggiunta, sta portando avanti negoziazioni con altri paesi asiatici, tra i quali Indonesia e Thailandia, per la stipulazione di patti commerciali.

Il 15 luglio 2020 si è tenuto il quindicesimo Summit della Strategic Partnership UE-India, che ha toccato il tema della lotta al Coronavirus, nella quale i leader di entrambi i paesi hanno accettato di cooperare per sostenere la ripresa economica e per alleviare le conseguenze negative della pandemia. Il Summit è stata anche un'occasione per stilare il "EU-India Strategic Partnership: A Roadmap to 2025", ovvero una serie di obiettivi comuni, che comprendono scambi commerciali aperti e multilaterali, e maggiori investimenti. Questo accordo, tuttavia, è l'esempio di come la cooperazione internazionale non possa essere solo economica, ma debba includere anche cooperazione in materia di crescita sostenibile, sicurezza, fonti energetiche, inquinamento ambientale, protezione dei dati personali.

Una evoluzione delle alleanze di questa tipologia ha ovviamente delle ricadute anche sul settore professionale, il quale dovrà offrire un supporto ai progetti di internazionalizzazione delle imprese considerando potenzialmente anche Paesi che in passato sono stati ritenuti inidonei, a causa della mancanza di accordi con il mondo occidentale.

a cura di Fabio Marazzi e Silvia Quintini, Studio legale Marazzi&Associati

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