Giustizia

Consiglio nazionale forense: vaccinare avvocati e giudici per garantire l'attività giudiziaria

La presidente Masi si associa alla richiesta che verrà presentata dall'Anm Ministro della Giustizia Bonafede

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Nell'incontro di oggi a Via Arenula tra l'Associazione nazionale magistrati ed il Ministro Guardasigilli all'ordine del giorno non ci sarà soltanto la richiesta di "un immediato intervento del Legislatore, che estenda i termini di applicazione della normativa emergenziale - almeno per l'intera durata dello stato pandemico - anche ai settori della giurisdizione civile e penale", come previsto dal "Milleproporghe"per i processi amministrativi, ma verrà posta anche la questione vaccini. I magistrati infatti chiedono di rientrare nella categoria degli "esercenti di un servizio di pubblica utilità" e dunque di essere ricompresi tra le prime categorie da vaccinare.

Una rivendicazione che non può lasciare indietro, secondo il Consiglio nazionale forense, l'Avvocatura. La presidente del Cnf Maria Masi in una intervista di oggi al "Dubbio" ha infatti affermato: "La richiesta valutata dall'Associazione magistrati non può che riguardare chiunque operi nei tribunali, se va intesa come correttamente deve intendersi: non come rivendicazione di un privilegio di categorie ma in ragione della funzione essenziale della giustizia». «Proprio in ragione della funzione oggi spesso ‘sacrificata' per la tutela della salute - prosegue -, può considerarsi altrettanto necessaria e condivisibile la richiesta, giustificata dalla necessità di riprendere in maniera adeguata e sicura l'attività giudiziaria e l'accesso negli uffici giudiziari».

E la questione verrà posta nei prossimi giorni anche al Plenum del Cnf chiamato a dare risposta alle richieste degli ordini territoriali. Il Presidente dell'Ordine degli avvocati di Roma Galletti, per esempio, già nel dicembre scorso aveva chiesto che tutti gli operatori del settore giustizia avvocati, magistrati e personale amministrativo venissero "inseriti tra le categorie che in via prioritaria e su base volontaria, potranno aderire al piano di vaccinazione anti covid 19, dopo le persone più fragili per ragioni di salute, età, personale medico, paramedico e amministrativo delle strutture sanitarie". In modo "da garantire alla collettività il corretto svolgimento di un servizio essenziale, quale è quello giurisdizionale, in condizioni di sicurezza sia per i cittadini che per gli operatori".

Una richiesta ribadita anche dal coordinatore degli Ordini forensi del Lazio, Luca Conti, secondo cui: "L'essenzialità dell'attività giudiziaria ed bilanciamento tra i diritti fondamentali in gioco, ovvero quella della inviolabilità della difesa e della salute impongono il riconoscimento di 'c ategoria vulnerabile e a rischio' a tutti gli operatori di giustizia: avvocati, magistrati, impiegati degli uffici giudiziari, ausiliari".

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