Giustizia

Consulta: Silvana Sciarra Presidente - "Il Legislatore dovrebbe tener conto delle sentenze sui diritti civili"

di Francesco Machina Grifeo

I voti favorevoli sono stati 8 su 15. La neopresidente rimarrà in carica fino all'11 novembre 2023

Contenuto esclusivo Norme & Tributi Plus

La Corte costituzionale riunita oggi in camera di consiglio ha eletto presidente la professoressa Silvana Sciarra. I voti favorevoli sono stati 8 su 15. La neopresidente rimarrà in carica fino all'11 novembre 2023, quando scadrà il mandato di nove anni di giudice costituzionale. Come primo atto da presidente, Silvana Sciarra ha confermato come Vicepresidenti Daria de Pretis e Nicolò Zanon. Silvana Sciarra è la prima donna eletta giudice costituzionale dal Parlamento.

"Ringrazio i miei colleghi per la fiducia accordatami, forse hanno giocato anche un po' i miei capelli bianchi", ha commentato la neo presidente ricordando di essere stata nominata giudice costituzionale nello stesso giorno di Daria de Pretis e Nicolò Zanon per cui il criterio della "anzianità" non si poteva applicare in questo caso.

La Presidente ha poi sottolineato l'importanza della tutela dell'ambiente, ed ha rivolto un affettuoso saluto alla popolazione della Marche di recente colpita da un catastrofico nubifragio, ricordando il ruolo giocato dalla Corte nella difesa del territorio, prima della recente legge costituzionale. Sciarra si è poi dichiarata "orgogliosa" di essere stata la prima donna eletta dal Parlamento, vista la maggioranza qualificata necessaria. La presidente ha poi richiamato la "collegialità" come elemento decisionale peculiare della Corte.

"Vengo a una parola ricorrente in gergo della comunicazione - ha aggiunto - che è sobrietà", che in modo accentuato serve alla Corte costituzionale. "Dalla sobrietà l'istituzione prende autorevolezza, dalla sobrietà trasparenza e indipendenza" che caratterizza lo stato di diritto.

Rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa ha detto:"Ho fiducia nelle istituzioni. Non posso non averla, non posso non pensare che se ci fosse una forte maggioranza non ci sarà attenzione al pluralismo. Me lo auguro fortemente. Il mio è un messaggio di fiducia e rispetto nelle istituzioni".

Sollecitata sulla tutela dei lavoratori , Sciarra ha spiegato che la legge sul lavoro italiana "è molto avanzata ma questo non ci può soddisfare alla luce delle morti sul lavoro. Ci sono delle cose da correggere ma non siamo in un contesto privo di regole."

Interpellata, sempre nel corso della conferenza stampa, sui diritti civili ed in particolare sulle recenti polemiche in materia di aborto, la Presidente ha ricordato che la "Corte parla con le sentenze" e per esse ha citato una "storica sentenza del '75 che ha aperto la strada al Legislatore, basata sulla tutela della salute e del benessere psicofisico della donna"affermando che "le sentenze della Corte rappresentano sempre un punto di arrivo perché si conclude un percorso" e che "il Legislatore dovrebbe tenere conto di quello che è stato detto dalla Corte costituzionale", che comunque procede sempre - per l'aborto ma anche per gli altri diritti civili - con la "tecnica del bilanciamento" alla ricerca di un "equilibrio tra due valori che se possibile si salvano tutti e due", ma "ove c'è un rischio, per esempio nel caso dell'aborto, per la salute della donna ed il suo benessere psico-fisico si sceglie questo".

–––––––––

Il profilo - Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Bari.

Dottore di ricerca in Legge honoris causa, Università di Stoccolma 2006 e Hasselt 2012.

Harkness Fellow UCLA e Harvard Law School (1974-1976); Fulbright Fellow UCLA (1985); Warwick (Leverhulme Professor), Columbia Law School (BNL Professor), Cambridge (Arthur Goodhart in Legal Science 2006-2007), Visiting Professor Stoccolma, Lund, University College Londra, LUISS Roma.

Ha insegnato presso la Facoltà di Scienze Economiche e Bancarie dell'Università di Siena.

Dal 1994 al 2003 ha ricoperto la cattedra di Diritto del Lavoro e Diritto Sociale Europeo presso l'Istituto Universitario Europeo. Direttore del Dipartimento di Diritto (1995-1996), ha coordinato il programma di Gender Studies (2002-2003).

È stata co-direttrice della rivista Giornale di Diritto del Lavoro e di Relazioni Industriali.

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Designata dal Consiglio dell'Unione Europea membro del comitato che fornisce un parere sui candidati all'esercizio delle funzioni di giudice e di avvocato generale della Corte di giustizia e del Tribunale (art. 255 TFUE).

Ha redatto 159 decisioni come giudice costituzionale. Alcune delle pronunce più significative sono pubblicate sul sito della Consulta, nella pagina della Presidente.

In materia di previdenza e di lavoro, pubblico e privato, si ricordano la pronuncia che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del blocco pluriennale della perequazione automatica per le pensioni di più modesto importo (n. 70 del 2015); la sentenza che ha consentito la ripresa della contrattazione economica collettiva nel settore del lavoro pubblico, dopo il ‘blocco' per risparmio di spesa (n. 178 del 2015); le decisioni che hanno inciso sui criteri di determinazione dell'indennità prevista per i licenziamenti illegittimi, al fine di garantire un adeguato ristoro del concreto pregiudizio subito dal lavoratore e un'adeguata dissuasione del datore di lavoro dal licenziare illegittimamente (n. 194 del 2018, n. 150 del 2020).

Si ricordano anche le pronunce che, in un proficuo confronto con la Corte di giustizia dell'Unione europea, hanno valorizzato una prospettiva di integrazione degli strumenti di tutela dei diritti: riconoscimento ai cittadini di Stati terzi di prestazioni di sicurezza sociale per famiglie disagiate (n. 54 del 2022) e l'assegno per il nucleo familiare (n. 67 del 2022). In tema di diritti fondamentali, si segnala la pronuncia che sollecita il legislatore a tutelare i diritti dei figli in un nucleo familiare costituito da due madri (n. 32 del 2021).

Per saperne di piùRiproduzione riservata ©