Amministrativo

Superbonus, come cambia la proroga: requisiti e scadenze, cosa c'è da sapere

di Paolo Tanfoglio*

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Tratto da Plusplus24 e Smart24

Per quanto riguarda i requisiti, persistono i medesimi dell'ultimo decreto: per usufruire del Superbonus è fondamentale conseguire il miglioramento di almeno due classi energetiche, realizzando almeno uno dei due lavori tra isolamento termico e cambio della centrale termica

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Con la corsa alla ristrutturazione, una buona notizia è in serbo per tutti coloro che stanno effettuando lavori su villette e case indipendenti. Infatti, nonostante la Legge di Bilancio 2022 abbia prorogato il Superbonus fino al 31 dicembre 2022 per gli edifici unifamiliari e per le unità immobiliari situate all'interno di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti - che abbiano effettuato almeno il 30% dei lavori entro il 30 giugno 2022 e versato il saldo entro la fine dell'anno - ad oggi, il Governo prevede una proroga di 3 mesi rispetto alla scadenza del 30 giugno, a condizione che alla data del 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell'intervento complessivo.

Per quanto riguarda i requisiti, persistono i medesimi dell'ultimo decreto: per usufruire del Superbonus è fondamentale conseguire il miglioramento di almeno due classi energetiche, realizzando almeno uno dei due lavori tra isolamento termico e cambio della centrale termica.

Per i lavori sulle aree comuni degli edifici, invece, sono agevolate tutte le unità a condizione che almeno il 50% della superficie sia residenziale. In quanto ai lavori all'interno delle unità abitative e per quelli sulle case indipendenti, sono agevolabili al massimo due immobili per contribuente; sono sempre escluse le case di lusso (A/1, A/8 e A/9 per il catasto), gli immobili non residenziali, gli edifici con proprietà unica e oltre 4 unità residenziali.

Lavori e cessione del credito

I dati dell'ENEA, aggiornati a fine marzo 2022, che segnalano 139.029 cantieri già avviati, per un totale di investimenti detraibili oltre i 24,2 miliardi di euro, di cui il 70,1% (16,9 miliardi di euro) già ammessi in detrazione, dimostrano l'impegno sempre più rilevante delle casse pubbliche per il Superbonus.

Arriva anche un intervento di ampia portata sul fronte della cessione del credito: il termine per la comunicazione della cessione relativa ai lavori effettuati nel 2021 verrà probabilmente posticipato al 15 ottobre 2022 per concedere più tempo a imprese e istituti finanziari di completare le procedure.

Inoltre, si parla della possibilità di consentire anche la quarta cessione del credito fiscale per compensare i debiti o ridurre le imposte dovute, riconosciuta alle banche a favore dei propri correntisti, ma solo a favore dei soggetti con cui abbiano stipulato un contratto di conto corrente e mantenendo la regola per cui le banche debbano essere responsabili in solido di tali crediti. Il cittadino che ha diritto al Superbonus del 110% potrà cedere il proprio credito di imposta alla banca e ottenere immediatamente la liquidità per pagare l'impresa che esegue le opere, in cambio di una percentuale sull'importo del credito.

Infine, dal 27 maggio 2022, i benefici fiscali legati ai bonus edilizi saranno fruibili, per i lavori di importo superiore a 70.000 euro, a patto che l'impresa applichi i contratti collettivi del settore edile stipulati dalle associazioni sindacali più rappresentative.

* di Paolo Tanfoglio, CEO di Lokky

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