Professione e Mercato

Laura Orlando nominata Head globale della practice di Proprietà Intellettuale di Herbert Smith Freehills

Guiderà la practice globale di HSF insieme con l'australiana Rebekah Gay, che continuerà a ricoprire il ruolo di co-head con responsabilità particolare per Australia e Asia

Laura Orlando
Laura Orlando

Laura Orlando, managing partner di Herbert Smith Freehills (HFS) in Italia, è stata nominata Joint Global Head della practice di Intellectual Property della firm a partire dal 1° maggio.

In questo ruolo Laura Orlando guiderà la practice globale di HSF insieme con l'australiana Rebekah Gay, che continuerà a ricoprire il ruolo di co-head con responsabilità particolare per Australia e Asia.

Si tratta di un dato significativo perché, per la prima volta in Herbert Smith Freehills, un professionista italiano accede ad un ruolo di leadership globale. Nel caso specifico poi, va sottolineato che la practice italiana, ormai da anni, sta giocando un ruolo di primo piano nel network HSF: Orlando, per esempio, è già membro dell'EMEA Executive Committee, nonché co-head del settore life sciences per la regione EMEA. Forte di un'esperienza ventennale nel campo e di uno specifico sector focus nel life sciences, Laura Orlando è riconosciuta come uno dei massimi esperti in materia di proprietà intellettuale in Italia e in Europa.

La piattaforma IP di Herbert Smith Freehills è stata oggetto di importanti investimenti negli ultimi anni, tra cui il potenziamento della practice di contenzioso brevettuale in Francia nel 2018 tramite il lateral hire di Frederic Chevallier, l'ingresso di Ina vom Feld nel 2019 in Germania e di Peng Lei in Cina lo scorso settembre, a cui si aggiunge la recente promozione di Andrew Wells di base a Londra.

Laura Orlando ha commentato: "Sono onorata di poter ricoprire un incarico di tale portata in questo interessante momento storico, e di far parte del progetto di crescita di Herbert Smith Freehills, condividendo la guida della global practice di Intellectual Property con Rebekah Gay. Sarà l'occasione perfetta per scardinare un altro piccolo cliché, raggiungendo un traguardo che negli studi internazionali di solito è appannaggio dei soci anglofoni che siedono negli headquarters: un importante risultato non solo per me, ma anche per miei compagni di viaggio della practice IP di Milano, i soci Sebastian Moore e Pietro Pouché, e tutto il nostro team IP. È molto bello ora trovarsi al centro della scena. "

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