Comunitario e Internazionale

Google ha sfruttato la posizione dominante per favorire il proprio prodotto di shopping comparativo on line

di Paola Rossi

Confermata sanzione dell'Antitrust europeo di 2, 42 miliardi di euro inflitta nel 2017 al motore di ricerca e alla casa madre Alphabet

C'è stato abuso di posizione dominante del maggior motore di ricerca su internet perchè ha favorito il proprio prodotto di comparazione on line degli acquisti "Google Shopping" a discapito del medesimo servizio fornito da altri soggetti concorrenti.
Il Tribunale Ue ha, infatti, rigettato il ricorso di Google contro la decisione della Commissione europea che aveva inflitto la pesante ammenda di 2.42 miliardi di euro per il comportamento anticoncorrenziale. Con la sentenza sulla causa T-612/17, il Tribunale ha accertato la legittimità della decisione dell'Antitrust europeo contro la condotta della società che ha abusato della sua posizione dominante favorendo il proprio servizio di acquisti comparativi rispetto ai servizi di acquisti comparativi concorrenti. La sanzione colpisce Google e la casa madre Alphabet.

La vicenda
Nella decisione del 2017 assunta dalla Commissione europea si legge parte della vicenda: nel 2004 Google è entrata nel mercato distinto dei servizi di acquisti comparativi in Europa, con un prodotto inizialmente denominato "Froogle" e rinominato "Google Product Search" nel 2008 e "Google Shopping" nel 2013.
Spiega la Commissione che il servizio di shopping comparativo on line consente ai consumatori di raffrontare i prodotti e i prezzi online per individuare le offerte proposte da rivenditori presenti su internet di tutti i tipi (tra cui negozi online dei produttori, piattaforme come Amazon e eBay e altri rivenditori).
Fa poi rilevare l'Antitrust europeo come al tempo in cui Google ha introdotto il servizio di acquisti comparativi denominato Froogle, erano già presenti sul mercato diversi operatori. Cioè esisteva già un mercato che richiedeva il rispetto delle regole di concorrenza. Ma si dà il caso che Froogle venisse considerata - proprio all'interno dell'azienda sanzionata - come poco operativo. "Froogle simply doesn't work" si legge in un documento aziendale interno valutato in sede Ue.

Perciò dal 2008 Google aveva cambiato strategia proprio per affermare il proprio servizio di acquisti comparativi sui mercati europei. E, ovviamente, facendo leva sulla propria posizione dominante nella ricerca generica su internet. Invece che sulla capacità di competere "in base ai propri meriti", conclude la Commissione.

La posizione preminente su internet
Ritiene la Commissione che Google ha sistematicamente attribuito una posizione preminente al proprio servizio di acquisti comparativi nella presentazione dei risultati all'utente- consumatore, che ha effettuato una ricerca su Google. Lo shopping comparativo che appare in cima ai risultati di ricerca risulta essere quello di Google, appunto. O al massimo tra i primi. Ciò determina una distorsione sistematica della concorrenza non dovuta alla professionalità o alla competenza nel dato settore di ricerca degli altri servizi di shopping comparativo offerto da altri.

La sistematica "retrocessione" dei servizi concorrenti di acquisti comparativi è la condotta sleale sanzionata. I servizi di comparazione per gli acquisti sono visualizzati sulla base di algoritmi di ricerca generica, che Google ha impostato secondo una serie di criteri che finiscono per far retrocedere i servizi di acquisti comparativi concorrenti. I dati dimostrano che anche i servizi concorrenti più alti in graduatoria finiscono in media solo a pagina quattro dei risultati di ricerca su Google e altri figurano ancora più in basso. Il servizio di acquisti comparativi di Google non è soggetto agli algoritmi di ricerca generica della società, per cui non viene retrocesso. Mentre l'algoritmo legato al traffico degli utenti funziona sui concorrenti. Infatti, per essere competitivi, i servizi di acquisti comparativi si basano, in ampia misura, sul traffico. La preminenza di risultati che propongono ai consumatori lo shopping comparativo di Google attira di conseguenza un maggior numero di rivenditori che vogliono proporre i loro prodotti attraverso il suo servizio.


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