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Perché la finanza sostenibile è indispensabile: tassonomia UE e prospettive future

di Paolo Brambilla*

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Tratto da Plusplus24 e Smart24

In base a quanto stabilito dall'art. 8 del Regolamento UE 2020/852, le organizzazioni soggette alla Direttiva sulla rendicontazione non finanziaria (Non-Financial Reporting Directive - NFRD) e, successivamente, alla nuova Direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità delle imprese (Corporate Sustainability Reporting Directive - CSRD) sono tenute a divulgare informazioni in merito all'allineamento alla tassonomia utilizzando alcuni indicatori: fatturato, spesa in conto capitale e spesa operativa.

La normativa UE 2020/852 ha introdotto nel sistema normativo europeo una classificazione delle attività che possono essere contrassegnate come sostenibili in base alla conformità agli obiettivi ambientali dell'Unione Europea e al rispetto di alcune clausole di sostenibilità sociale.

In base a quanto stabilito dall'art. 8 del Regolamento UE 2020/852, le organizzazioni soggette alla Direttiva sulla rendicontazione non finanziaria (Non-Financial Reporting Directive - NFRD) e, successivamente, alla nuova Direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità delle imprese (Corporate Sustainability Reporting Directive - CSRD) sono tenute a divulgare informazioni in merito all'allineamento alla tassonomia utilizzando alcuni indicatori: fatturato, spesa in conto capitale e spesa operativa.

La tassonomia è una guida:

• per le imprese, per valutare le proprie attività, definire politiche aziendali in ottica di una maggiore sostenibilità ambientale e per rendicontare agli stakeholder in modo più completo e comparabile;

• per gli investitori, per integrare i temi di sostenibilità nelle politiche d'investimento e per comprendere l'impatto ambientale delle attività economiche nelle quali investono o potrebbero investire;

• per le istituzioni pubbliche, che possono utilizzare la tassonomia per definire e migliorare le proprie politiche di transizione ecologica.

C'è un interesse sempre maggiore nei confronti della "finanza sostenibile" perché è fondamentale per comprendere come funziona l'economia oggigiorno.

Chi riesce ad approfondire la conoscenza di parametri, obiettivi e performances, oltre a comprendere gli algoritmi che stanno alla base di questa nuova branca della macroeconomia, ha in mano un'arma nuova e molto potente per influenzare l'andamento dei mercati e, quando possibile, contribuire a creare un futuro migliore per sé e per gli altri, in un'ottica di sostenibilità ed economia circolare.

La padronanza della finanza sostenibile non solo sta alla base del business di ciascuno di noi, ma soprattutto ci permette di entrare nel modo più corretto in istituzioni e amministrazione pubbliche che desiderino affrontare in modo propositivo le tematiche loro affidate, a vantaggio di tutto il Paese.

Possiamo anzi affermare che un uso competente della finanza sostenibile è il modo migliore per rispondere alle sfide che già un futuro prossimo ci riserva e che nel lungo periodo si ripresenteranno sempre più complesse.

Che si parli di cambiamenti climatici, riduzione delle diseguaglianze o sostegno alle fragilità, o ottimizzazione della mobilità, e così via, non ci stiamo solo riferendo a problemi particolarmente sentiti oggi, ma a tematiche che sempre più assumeranno un ruolo determinante nelle scelte politiche di lungo periodo.

E' indispensabile quindi iniziare al più presto a sensibilizzare una fascia sempre più ampia della popolazione e coinvolgere soprattutto i giovani a esercitarsi su questi concetti: sull'evoluzione sociale e ambientale che è alle porte, sulle metodologie necessarie per guidare il cambiamento, sulle strategie applicate dalle istituzioni finanziarie per sostenerle.

Nel pieno rispetto dei principi della democrazia, che richiedono una competenza e un impegno culturale crescente per esprimere scelte che coinvolgono tutto il Paese. Si tratta di esprimere al meglio i valori di ciascuno in un confronto equilibrato ed efficiente, basato però su competenze economico-finanziarie che non possono essere create dal nulla in pochi giorni.

Gli investimenti pubblici vanno indirizzati verso iniziative e attività che promuovano risultati positivi per la società nel suo complesso, per la crescita delle aziende, per la continuità della cultura che contraddistingue da secoli il nostro Paese, per la salvaguardia dell'ambiente, per la tutela dei diritti e delle aspettative di ciascuno in un mondo libero.International Platform on Sustainable Finance

La piattaforma è un forum di dialogo tra i politici, con l'obiettivo di aumentare la quantità di capitale privato investito in assets sostenibili, principalmente dal punto di vista ambientale.Il cambiamento climatico pone sfide globali. Saranno necessari massicci investimenti per passare a un'economia a basse emissioni di carbonio.

I finanziamenti pubblici sono fondamentali per la transizione, ma non saranno sufficienti.

Una parte consistente dei flussi finanziari dovrà provenire dal settore privato. Saranno necessari enormi investimenti in infrastrutture sostenibili nel prossimo decennio per raggiungere gli impegni presi dagli Stati. La natura globale dei mercati finanziari offre un grande potenziale in termini di aiuto ai Paesi nel loro percorso di transizione, collegando le esigenze di finanziamento locali alle fonti di finanziamento globali.

In tutto il mondo si è iniziato a sviluppare strumenti finanziari sostenibili nell'ambito dei propri mercati nazionali, ma l'azione a livello domestico non sarà sufficiente. Abbiamo bisogno di una maggiore cooperazione internazionale per unire gli sforzi e promuovere l'integrazione dei mercati dei prodotti finanziari green su scala internazionale. E' l'IPSF a svolgere la funzione di punto d'incontro per facilitare gli scambi e, se del caso, coordinare gli sforzi su iniziative e approcci a finanza ambientalmente sostenibile, nel rispetto dei contesti nazionali e regionali.

Attraverso l'IPSF, i vari players possono scambiare e diffondere informazioni per promuovere le migliori "practice", confrontare le loro diverse iniziative e identificare barriere e opportunità di finanza sostenibile, nel rispetto dei contesti nazionali e regionali.

Tra i fondatori, nell'ottobre 2019, oltre all'Unione europea c'erano Argentina, Canada, Cile, Cina, India, Kenya e Marocco. Successivamente si sono aggiunti Hong Kong, Giappone, Indonesia, Malaysia, New Zealand, Norvegia, Regno Unito, Senegal, Singapore e Svizzera.Nel loro insieme questi Paesi rappresentano il 55% delle emissioni di gas serra, il 50% della popolazione mondiale e il 55% del global GDP (Gross Domestic Product).

*a cura di Paolo Brambilla, Consigliere Ordine dei Giornalisti di Lombardia.

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