Lavoro

Equo compenso: al Senato l'ultima mediazione per salvare il Ddl

I vertici parlamentari dovrebbero riunirsi in serata per tentare la mediazione su tre iniziative: Ddl equo compenso, delega fiscale e Ddl sull'ergastolo ostativo

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In serata il disegno di legge sull'equo compenso per le prestazioni dei liberi professionisti potrebbe avere l'ultima chance di arrivare in Aula, al Senato, per il voto conclusivo: è quel che è trapelato, dopo la conferenza dei capigruppo di palazzo Madama di ieri, terminata dopo le 20, che ha trovato l'accordo soltanto sul prosieguo dei lavori del decreto Aiuti bis.

A seguito dell'approvazione, in giornata, del provvedimento governativo, infatti, i vertici parlamentari delle formazioni politiche dovrebbero riunirsi nuovamente per tentare la mediazione su tre iniziative rimaste 'in sospeso': il disegno di legge sull'equo compenso (frutto dell'unificazione di proposte di FdI, Lega, Fi e M5s, già varato dalla Camera e licenziato dalla Commissione Giustizia del Senato senza correzioni, a fine giugno), la delega fiscale (il cui via libera è sostenuto principalmente dal Pd) ed il disegno di legge sull'ergastolo ostativo, 'spinto' soprattutto dal M5s. E valutare la possibilità di portare tutti e tre i provvedimenti in Aula la prossima settimana, così come era stato ipotizzato prima della pausa estiva dei lavori parlamentari.

Il testo sulla giusta remunerazione dei professionisti era stato calendarizzato per la votazione conclusiva il 20 luglio, giorno nel quale, invece, l'Esecutivo guidato da Mario Draghi ottenne sì la fiducia, ma perse l'appoggio di buona parte della sua maggioranza, e si aprì la strada allo scioglimento delle Camere e alle elezioni del 25 settembre. Nelle ultime ore, infine, gli Ordini hanno tenuto a sottolineare l'importanza dell'approvazione delle norme sulla giusta remunerazione delle categorie di lavoratori autonomi in questa Legislatura: per ProfessionItaliane, l'organismo che li riunisce, "la battaglia per l'equo compenso ha richiesto anni di lavoro lungo e complesso che i professionisti italiani non possono assolutamente permettere venga disperso".

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