Il diritto di prelazione nella procedura di project financing disciplinata dal Codice dei contratti pubblici è a rischio di essere dichiarato in contrasto con il diritto europeo. Infatti, la Quinta Sezione del Consiglio di Stato, con l'ordinanza del 25 novembre 2024, n. 9449, ha sollevato sul punto una questione pregiudiziale dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea che si pronuncerà verosimilmente nell'arco di un anno.
LA MASSIMA
Appalti - Contratti pubblici - Obbligazioni della pubblica amministrazione - Finanza di progetto - Disciplina nazionale della prelazione - Libertà di stabilimento - Libertà di prestazione di servizi - Rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia Ue.
Rimessa alla Corte di giustizia Ue la seguente questione pregiudiziale: «se i principi di libertà di stabilimento e libera prestazione di servizi di cui agli artt. 49 e 56 Tfue, nonché la direttiva n. 2014/23/UE, interpretati alla luce dei principi di proporzionalità, buona amministrazione ed efficienza, e l'art. 12 della direttiva n. 2006/123/CE, per il caso in cui la Corte lo ritenga applicabile, osti alla disciplina nazionale della prelazione, contenuta nell'art. 183 comma 15 d.lgs. n. 50/2016».
Il diritto di prelazione nella procedura di project financing disciplinata dal Codice dei contratti pubblici è a rischio di essere dichiarato in contrasto con il diritto europeo. Infatti, la quinta Sezione del Consiglio di Stato, con l'ordinanza del 25 novembre 2024 n. 9449, ha sollevato sul punto una questione pregiudiziale dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea che si pronuncerà verosimilmente nell'arco di un anno.
Si tratta di una questione assai rilevante perché se la Corte europea...


