In particolare, la crisi della tradizionale capacità ordinatrice della legge è dovuta a una serie di fattori, come l'eterogeneità delle fonti e loro mutevolezza e stratificazione. Il giudice acquista così un ruolo ancora più centrale con la sua attività interpretativa volta a garantire un minimo di ordine e di prevedibilità

L'apertura dell'anno giudiziario non è solo il rito dove dar conto dei dati statistici sui processi, ma anche un'occasione per valutare più a fondo lo stato della tutela dei diritti nel nostro Paese.

La cerimonia, tenutasi il 24 gennaio scorso in Corte di cassazione alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha avuto al suo centro, come di consueto, la relazione della Presidente della Corte, Margherita Cassano.

IL TEMA DELLA SETTIMANA

La crisi regolatrice della legge amplifica il ruolo interpretativo del giudice: è questo il dato saliente che emerge dalla relazione della Presidente della Corte di cassazione Margherita Cassano - letta in occasione della cerimonia di apertura dell'anno giudiziario, che si è svolta a Roma il 24 gennaio scorso. Altro dato che viene a galla dalla lettura incrociata della Relazione Cassano e di quella del ministro della Giustizia Carlo Nordio è un recupero in senso positivo dell'arretrato civile e penale e di un conseguente avvicinamento della dinamica dei procedimenti agli obiettivi fissati dal Pnrr. Nell'editoriale di apertura di questo numero di Marcello Clarich e Giuseppe Urbano, i nostri esperti ripercorrono le tematiche emerse nel corso dei diversi appuntamenti di inizio anno, che ci hanno fanno riflettere sullo stato della giustizia italiana

Tra i passaggi più rilevanti, la relazione sottolinea come il rapporto...

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