Lavoro

Aiga: Equo compenso affossato dalla politica

di Francesco Machina Grifeo

In Senato la capigruppo non trova l'accordo per l'approvazione del Ddl. L'appello del Sottosegretario Sisto: «C'è ancora tempo. Basta volerlo»

Contenuto esclusivo Norme & Tributi Plus

«Un sentito ringraziamento a quelle forze politiche responsabili che hanno deciso di mettere nel cassetto l'equo compenso». Così in una nota il Presidente dell'Associazione Italiana Giovani Avvocati Francesco Paolo Perchinunno, che, con amara ironia, insorge.

«AIGA aveva il timore che il DDL Meloni, Mandelli Morrone, atteso dai professionisti italiani venisse affossato - sottolinea - ma abbiamo sperato fino all'ultimo che vedesse la luce durante questo ultimo scorcio di legislatura. Tanti i nostri appelli durante questi mesi per salvarla, tutti caduti nel vuoto. Lo stesso vuoto e smarrimento in cui sono abbandonati i professionisti oggi. Auspichiamo che la prossima legislatura inizi con una immediata approvazione di una legge di civiltà e ringraziamo tutte le forze politiche per l'impegno profuso».

Lo sfogo dei giovani avvocati arriva nel pomeriggio di oggi dopo che, nella giornata di ieri, la capigruppo del Senato non è riuscita a trovare un'intesa per mandare al voto il testo sulla giusta remunerazione degli autonomi, insieme alla delega fiscale e al provvedimento sull'ergastolo ostativo. I vertici dei partiti, infatti, si sono soffermati unicamente sui "nodi" degli emendamenti al decreto Aiuti bis (che andrà in Aula il 13 settembre), e non hanno trovato un'intesa.

Sisto: c'è ancora tempo per l'approvazione - Non si dà per vinto il deputato di Forza Italia e Sottosegretario alla Giustizia con delega alle professioni, Francesco Paolo Sisto che rivolgendosi al centrosinistra afferma: «Abbiamo l'opportunità, il dovere e la responsabilità di dare una risposta seria e concreta alle aspettative dei professionisti italiani approvando la norma sull'equo compenso. Non possiamo perdere questa occasione». «Dopo l'approvazione all'unanimità del testo alla Camera, prima, e in Commissione al Senato, poi, - aggiunge - resta un solo step da compiere, un piccolo passo per raggiungere un grandissimo risultato. C'è ancora il tempo e lo spazio per farlo, anche la prossima settimana. Basta volerlo».

«Con il via libera definitivo a queste norme, lungamente attese - conclude -, potremmo garantire il pieno rispetto degli articoli 1 e 36 della Costituzione e tutelare, finalmente, la dignità del lavoro dei professionisti, in particolare più giovani, mettendoli al riparo da quei patti leonini a cui ancora troppo spesso si trovano a dovere sottostare. Smettiamo di chiederci come riavvicinare politica e cittadini e iniziamo a farlo, concretamente, approvando quelle leggi che sono in grado di migliorare la loro vita».

Per saperne di piùRiproduzione riservata ©