Civile

Camere civili: «l’Ufficio del processo non sia una Sezione stralcio mascherata»

di Francesco Machina Grifeo

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Tratto da Plusplus24 e Smart24

In breve

L’allarme del Presidente de Notaristefani nel corso delle Audizione in Commissione giustizia della Camera sulla riforma del processo civile. Domani la Capigruppo con la calendarizzazione

Per l’Avvocatura ci sono luci e ombre nella riforma del processo civile approvata dal Senato (con la fiducia) il 21 settembre scorso, con un emendamento governativo interamente sostitutivo del testo originario ed ora all’esame della Commissione giustizia della Camera. Il testo è "blindato" ma sono in corso le audizioni tecniche degli organismi di rappresentanza e delle associazioni.

"Oggi sono iniziate le audizioni sul Ddl civile approvato dal Senato. Finiranno entro giovedì prossimo - afferma Mario Perantoni, presidente della commissione Giustizia della Camera -, poi si passerà la prossima settimana alla discussione generale e proseguiremo con l'esame degli emendamenti. Domani la Conferenza dei Capigruppo di Montecitorio fisserà la data entro il prossimo mese di novembre per la discussione del testo in Assemblea generale".

Per Daniela Giraudo, Consigliera nazionale del Cnf, va dato un giudizio positivo sul nuovo "Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie".  “Va superata – afferma - la figura del giudice consulente che entra in Camera di consiglio: lo strumento nei casi complessi deve essere la consulenza tecnica d’ufficio che viene poi però utilizzata nel contraddittorio delle parti”. Nei giorni scorsi invece l'Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia (AIMMF) aveva espresso un parere critico proprio su questo punto lamentando la perdita della “garanzia della collegialità multidisciplinare fornita da un organo giudicante composto da quattro giudici di cui due giuristi e due esperti nelle scienze umane ".

Positivo per il Cnf anche il giudizio sulla “specializzazione” del magistrato che viene “affidato in via esclusiva al tema della famiglia” realizzando così un” migliore e più efficiente utilizzo della magistratura”. Così come la concentrazione in un “tribunale di prossimità” che facilita “l’accesso e la partecipazione alla giustizia con effetti positivi anche sui tempi”.

Critiche invece sugli altri aspetti della riforma le Camere civili. Per il presidente de Notaristefani sulle procedure Adr “c’è stato molto clamore ma se si legge la riforma si vede che solo la mediazione può usufruire di agevolazioni fiscali. Perché la negoziazione assistita non è agevolata e nemmeno il giudizio arbitrale? Come mai i 60 milioni l’anno, rifinanziabili, non vengono estesi alle altre procedure alternative?”

Forti criticità anche sull’Ufficio del processo: “È utile - afferma De Notaristefani - ma non nel modo in cui è stato conformato: la formazione del collaboratore richiede tra i due e i tre anni. Per avere successo dunque dovrebbe essere stabile”. “Il rischio grave - prosegue - è che si trasformi in una sezione stralcio mascherata. La riduzione dell’arretrato del 9 0% entro il 2026 come chiede l’Europa infatti è possibile solo attraverso uno stralcio, e l’Udp potrebbe essere utilizzato a tal fine”.

Per i civilisti anche sul giudizio di primo grado si è fatto un pasticcio cestinando un “piccolo miracolo”: la proposta della Commissione Luiso che aveva messo tutti d’accordo. “Sorprendentemente è stata bocciata per riesumare qualcosa che somiglia molto al processo societario che era già stato sepolto nel 2009, non sembra una scelta ragionevole”. È in primo grado, spiega de Notaristefani, che si annida “la gran parte del contenzioso: il vero collo di bottiglia”. Ma mentre oggi i due tre anni che passano dall’inizio del procedimento alla decisione “servono per un compiuto esercizio della difesa, domani saranno tempi morti. Quelli che si comprimono infatti sono i tempi della difesa: allora qual è il senso di concentrare tutto nella fase iniziale per poi aspettare comunque 2 3 anni?”.

Critica anche Elisabetta Rampelli, Presidente dell’Unione italiana forense (Uif) che lamenta la “perdita dell’oralità” mentre “si dovrebbe incentivare il confronto delle parti”. Bocciato anche il sistema di sanzioni, che se si giustifica nel caso di lite temeraria “non è invece corretto in caso di domanda inammissibile o nel caso di respingimento della domanda”. L’Uif è dunque contrario ad ogni ipotesi di aumento del contributo unificato. Mentre in materia di “Famiglia” chiede di inserire la presenza dell’avvocato del minore.

Infine, arriva l’allarme della Camera degli avvocati industrialisti. Per il Presidente Iuri Maria Prado, alcune controversie che hanno a che fare marchi e brevetti potrebbe finire in mediazione obbligatoria con grave nocumento per gli investimenti dall’estero. “Le materie sottoposte al giudice specializzato – afferma Prado - sono sottratte alla mediazione, dunque i contratti che hanno ad oggetto la proprietà industriale non finiscono in quel collo di bottiglia, tuttavia tra le materie per le quali è prevista la mediazione obbligatoria ci sono i contratti di franchising e i contratti d’opera: il primo riguarda per esempio la concessione di marchi ecc., dunque queste controversie domani potrebbero finire in mediazione obbligatoria, così anche per il contratto d’opera rispetto alla realizzazione di modelli, qualora sorgano controversie. Producendo un effetto indesiderabile considerato che gli operatori economici verificano che esista una giustizia veloce e specializzata prima di aprire un franchising o contratti d’opera”.

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