Penale

Carceri: crescono i contagi Covid secondo associazioni e garanti dei detenuti

Il Covid si sta diffondendo nelle carceri "con ritmi di crescita che destano preoccupazione. In circa il 40% degli istituti del paese c'è stato almeno un caso di positività tra le persone recluse e, in alcuni casi, abbiamo assistito a veri e propri focolai. Nonostante questa situazione, il tasso di affollamento è ancora preoccupante. Ci sono circa 7.000 detenuti in più rispetto ai posti letto disponibili". E' per questo che una serie di associazioni chiedono con una lettera al governo e ai parlamentari delle commissioni Giustizia di Camera e Senato "misure drastiche e urgenti". Si tratta di Antigone, Anpi, Arci, Cgil, Gruppo Abele, che nella missiva - a cui hanno aderito anche Ristretti, Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia-CNVG, CSD - Diaconia Valdese, Uisp Bergamo, InOltre Alternativa Progressista.

Garanti detenuti a Parlamento, alleggerire le carceri
Nei giorni scorsi i Garanti territoriali dei detenuti hanno scritto ai presidenti dei gruppi parlamentari al Senato affinché il parlamento adotti "tutte le misure opportune, per poter giungere ad una significativa riduzione del numero delle presenze dei detenuti negli istituti di pena, a partire da quelle già indicate dal Garante nazionale, applicando in modo estensivo e razionale le stesse previsioni previste dal decreto, senza sacrificio della sicurezza sociale, nell'auspicio che le stesse possano andare a beneficio anche dei soggetti più deboli (psichicamente fragili, tossicodipendenti, alcoldipendenti, senza fissa dimora)". "Si auspica - si legge ancora nell'appello - che la configurazione di queste misure sia tale da facilitare lo scrutinio da parte dei magistrati di sorveglianza, i cui uffici peraltro sono significativamente in sofferenza, e da parte delle procure. Riteniamo pienamente condivisibile e dunque auspichiamo che possa essere accolta anche la proposta di prevedere una liberazione anticipata speciale e la sospensione dell'emissione dell'ordine di esecuzione delle pene detentive fino al 31 dicembre 2021".

Uilpa,cresce contagio in carceri,occorre deflazionare
"Altro balzo in avanti dei contagi da nuovo coronavirus nelle carceri del Paese. Alle ore 20.00 del 16 novembre sera erano ben 758 fra i detenuti (distribuiti in 76 penitenziari) e 936 fra gli operatori i casi accertati di positività al virus. Erano, rispettivamente, 638 e 885 solo venerdì scorso alle ore 13.00". L' allarme è stato lanciato nei giorni scorsi da Gennarino De Fazio, segretario della Uilpa Polizia Penitenziaria che in una nota ha fornito i dati del contagio tra le persone recluse in cella e tra i lavoratori che operano nelle strutture penitenziarie e chiede misure per diradare la popolazione carceraria. "Con il virus che sembra dilagare e del quale chiediamo alla comunità scientifica e a chi di competenza di calcolare l'indice di contagio (Rt) in carcere - precisa il leader della Uilpapp - si impongono urgenti e ulteriori misure da parte del Governo, che muovano su tre principali direttrici: deflazionamento sensibile della densità detentiva; rafforzamento e supporto efficace della Polizia penitenziaria; potenziamento incisivo dei servizi sanitari nelle carceri". "

Morrone, aumento contagi non porti a sconti pene
Con una nota il parlamentare della Lega Jacopo Morrone precisa che "l'allarme contagi Covid nelle prigioni non può essere risolto con generiche riduzioni delle pene o con il rinvio della carcerazione in seguito a una condanna. Sarebbero segnali devastanti per il Paese che manifesta una accorata domanda di giustizia di fronte a un'allarmate escalation di reati con ricadute anche gravi nelle comunità locali".

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