Carceri, sovraffollamento valutato per accordare la detenzione domiciliare
Le patologie del detenuto non avrebbero giustificato di per sé la scarcerazione
La condizione di sovraffollamento dell’istituto penitenziario dove il condannato è ristretto entra nelle valutazioni del giudice di sorveglianza chiamato a decidere sulla concessione della detenzione domiciliare per ragioni di salute (articolo 47-ter, lettera c, legge 354/1975). Lo ha affermato il Tribunale di sorveglianza di Torino, con l’ordinanza del 5 agosto 2025.
I magistrati hanno trattato il caso di un detenuto che, avendo una pena residua inferiore a quattro anni, aveva chiesto di espiarla...





