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Causa di divorzio, la Cedu sdogana l'uso dei messaggi del coniuge sul sito di incontri

di Francesco Machina Grifeo

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Tratto da Plusplus24 e Smart24

In breve

La divulgazione però deve avere effetti limitati sulla vita privata della persona, limitandosi a rendere noto quanto strettamente necessario

La Corte europea dei diritti umani ha stabilito che i messaggi privati pubblicati dal proprio coniuge su un sito di incontri possono essere usati nella causa di divorzio, sempreché la divulgazione della corrispondenza abbia un effetto limitato sulla sua privacy. Per la Cedu dunque non vi è alcuna violazione dell'articolo 8 (Diritto al rispetto della vita privata e della corrispondenza) della Convenzione europea sui diritti umani nel caso di presentazione in giudizio della corrispondenza online del coniuge al fine di stabilire una responsabilità condivisa nella separazione.

La Corte di Strasburgo ( sentenza della Camera nel caso M.P. c. Portogallo, ricorso n. 27516/14 ), era chiamata a esaminare il caso di una donna che si era lamentata del fatto che il marito non fosse stato condannato per aver inserito nel dossier della causa di divorzio i messaggi che lei aveva scritto a degli uomini, da sposata, su un sito di incontri . Un'azione che, secondo la ricorrente, rappresentava una violazione del segreto della corrispondenza e della sua privacy. La Cedu tuttavia si è pronunciata a favore dei giudici portoghesi ritenendo in particolare che "gli effetti della divulgazione dei messaggi contestati sulla vita privata del ricorrente erano limitati", in quanto "sono stati divulgati solo nell'ambito di procedimenti civili" ai quali il pubblico ha accesso "limitato" .

La Corte inoltre ha osservato che le e-mail non erano state neppure esaminate considerato che la Corte per gli affari familiari di Lisbona non si era pronunciata nel merito delle richieste del marito. Secondo la Cedu, dunque, le autorità portoghesi avevano giudicato con equilibrio gli interessi concorrenti, nel rispetto dei criteri enunciati dalla sua giurisprudenza.

Il caso - Una cittadina spagnola, residente a Madrid, nel luglio del 2001 aveva sposato un portoghese, dal quale aveva avuto due figli. A causa degli impegni professionali, la coppia viveva divisa tra il Portogallo e la Spagna. Nel giugno 2011, essendosi deteriorata la relazione coniugale, la donna aveva deciso di vivere permanentemente in Spagna con i suoi figli. E nel luglio dello stesso si era rivolta al Tribunale di Madrid per avviare le procedure di divorzio. Nell'agosto 2011, il marito ha presentato un ricorso al tribunale di Lisbona chiedendo che i bambini fossero rimpatriati e che la loro residenza venisse stabilita in Portogallo. Ed aveva allegato al fascicolo le e-mails trovate nel novembre 2010 sul computer di famiglia che la moglie aveva scambiato con degli uomini su un sito di incontri sostenendo che esse dimostravano che aveva avuto rapporti extraconiugali durante il matrimonio. Successivamente, nell'ottobre 2011, aveva intentato una procedura di divorzio in Portogallo.

La motivazione - Secondo il diritto portoghese l'accesso al contenuto delle lettere o telecomunicazioni senza il consenso dell'autore è punibile penalmente. Tuttavia, i tribunali portoghesi, argomenta la Cedu, hanno trovato un giusto equilibrio tra gli interessi in gioco, vale a dire, da un lato, il diritto della ricorrente al rispetto della sua vita privata e, dall'altro, il diritto del marito a una ragionevole opportunità di presentare il suo caso nei due procedimenti civili che, per loro stessa natura, hanno attinenza con la vita privata.

Per quanto riguarda poi l'accesso ai messaggi di posta elettronica, la Cedu ha rilevato che per la Corte d'appello di Lisbona era stata la ricorrente a concedere a suo marito il pieno accesso al suo account di posta elettronica sul sito di incontri e che, di conseguenza, questi messaggi facevano parte della vita privata della coppia. Secondo la Corte, il punto non è pacifico, a maggior ragione considerata la situazione di conflitto tra i coniugi, tuttavia non vi sono ragioni sufficienti per sostituire la valutazione fatta.

Infine, con riferimento alla presentazione delle mail private nel procedimento di divorzio, la Cedu ha concordato con la Corte d'appello di Lisbona sulla pertinenza di questi messaggi nel procedimento civile che doveva dar luogo ad una valutazione della situazione personale dei coniugi e della famiglia. Tuttavia, ha ribadito che, in tale situazione, l'interferenza nella vita privata derivante dalla divulgazione di tali informazioni doveva essere limitata a quanto strettamente necessario. E nel caso di specie lo era stata, essendo i messaggi stati divulgati solo nei procedimenti civili e l'accesso pubblico ai file era limitato. Infine, i messaggi non erano stati esaminati nella pratica, poiché il tribunale non si era pronunciato sul merito delle richieste del marito.

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