Professione e Mercato

Consiglio nazionale forense, esami d'avvocato di dicembre: valutare il rinvio

di Francesco Machina Grifeo

In breve

Secondo il Consiglio il costante aggravarsi della situazione epidemiologica, induce a prendere in considerazione un rinvio della sessione 2020. Posticipo anche per gli orali

Arriva la presa di posizione del Cnf sugli esami di avvocato. Con un documento indirizzato all'Ufficio legislativo di Via Arenula - "vista l'attuale situazione epidemiologica" -, il Consiglio nazionale forense apre alla possibilità di un rinvio degli scritti previsti per metà dicembre. Infatti, la ventilata ipotesi di dislocare gli esami anche nelle sedi dei tribunali accorpate per provincia, alleggerendo così il carico della Corti di appello, deve fare i conti "con la consapevolezza della complessità di individuare in tempi brevi sedi e personale ulteriore rispetto a quelli programmati". In questo senso, "il costante aggravarsi della situazione epidemiologica, induce a prendere in considerazione un rinvio della sessione 2020". Intanto domani si attende la risposta del Ministro Bonafede al question time al Senato,

Nel determinarne i tempi, tuttavia, precisa il Consiglio, occorrerà prestare particolare attenzione, infatti: "rinviare le prove significa posticipare l'abilitazione dei candidati che concludono la pratica nel corso del 2020 e, a strascico, ritardarne l'iscrizione all'albo che, anche in considerazione delle conseguenze economiche dell'emergenza pandemica, pare suscettibile di rappresentare un significativo pregiudizio per gli aspiranti avvocati".

Un rinvio è l'ipotesi sul campo anche per gli orali. Nel caso in cui non sia possibile garantire in sicurezza il colloquio orale in presenza, il Cnf richiede, infatti, una proroga del termine previsto dal decreto Rilancio per autorizzare lo svolgimento a distanza di tutte le prove orali dell'esame da avvocato, includendo anche quelle calendarizzate dopo il 30 settembre 2020. Il riferimento in questo caso è agli orali di abilitazione alla professione, banditi con decreto del ministero della Giustizia a giugno 2019, e ancora non sostenuti.

"Laddove non sia possibile garantire un corretto esame orale in presenza assicurando il necessario distanziamento dei candidati – si legge nel documento invati al legislativo -, impedendo l'accesso agli accompagnatori, calendarizzando l'esame ad orari differenziati, sanificando gli ambienti, si rende necessaria una proroga che autorizzi lo svolgimento della prova orale da remoto oltre a quanto già previsto dal decreto Rilancio".

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