Consulta: Barbera, “Costituzione robusta e inclusiva”
Lo ha detto il Presidente della Corte costituzionale nel corso della Relazione annuale alla presenza del Capo dello Stato e delle più alte cariche
“La Costituzione del ’48 è, nel complesso, soprattutto per quanto riguarda i principi, tuttora robusta, perché il suo è un testo che il Costituente ha voluto ‘eclettico’, ‘inclusivo’, ‘a virtualità multiple’”. Lo ha detto il Presidente della Corte costituzionale, Augusto Antonio Barbera, nel corso della Riunione straordinaria della Consulta. “Peraltro – ha aggiunto -, la nostra Carta non ha smesso di esprimere la sua vitalità anche in momenti successivi al tramonto dei partiti dell’arco costituzionale che ad essa avevano dato vita e che per decenni l’hanno sostenuta”. Barbera ha poi richiamato la centralità del Parlamento: “Lo dico in sintesi: questa Corte è chiamata ad essere ‘custode della Costituzione’, ma è tenuta ad essere altrettanto attenta a non costruire, con i soli strumenti dell’interpretazione, una fragile ‘Costituzione dei custodi’”. Ed ha rammentato i decisivi approdi, frutto di un “concorso” fra Parlamento e Corte costituzionale, come la legge sulle interruzioni di gravidanza o sulle unioni civili.
Con riguardo poi ai “moniti” della Corte a legiferare su questioni rimaste aperte, il Presidente ha affermato: “Non si può non manifestare un certo rammarico per il fatto che nei casi più significativi il legislatore non sia intervenuto, rinunciando ad una prerogativa che ad esso compete, obbligando questa Corte a procedere con una propria e autonoma soluzione, inevitabile in forza dell’imperativo di osservare la Costituzione”. Auspicando un intervento del legislatore che dia seguito alla sentenza n. 242 del 2019 (il cosiddetto caso Cappato), sul fine vita; e sulla condizione anagrafica dei figli di coppie dello stesso sesso (come già auspicato nelle due sentenze n. 32 e n. 33 del 2021).
Per Barbera: “Il 2023 è stato l’anno che ha visto in Italia atroci casi di femminicidio, o registrato, comunque, numerose e ripugnanti violenze contro le donne. Ed è stato l’anno in cui oltre mille (una media di ben tre al giorno!) sono state le agghiaccianti morti sul lavoro. È stato anche l’anno in cui si sono verificate gravi calamità naturali alle quali non è talvolta estraneo il cambiamento climatico e comunque l’incuria di molte amministrazioni”.
Corte indipendente e plurale - “Le previsioni costituzionali assicurano efficacemente accanto al npluralismo, l’indipendenza della Corte. Quest’ultima non rischia di essere minata da contingenti vicende politiche, sia in ragione della diversificazione dei canali di accesso, sia alla luce dell’ampia maggioranza richiesta per l’elezione dei giudici di estrazione parlamentare, sia per il divieto di rielezione. E ciò a differenza di quanto previsto per la composizione di altre Corti europee, talvolta – tengo a sottolinearlo – impropriamente accostate a quella italiana”. Ha proseguito il Presidente Barbera. “In questo quadro – ha aggiunto - mi sia consentito rivolgere un invito alle Camere, affinché, ormai esaurite le prime due votazioni, provvedano nel più breve tempo a questo adempimento. A tale proposito, non è superfluo ricordare che l’apporto di ciascun giudice è essenziale per il buon esito del giudizio costituzionale, fondato sulla piena collegialità”.
Decisioni in calo nel 2023 - “Il totale delle decisioni rese dalla Corte costituzionale nel 2023 è di 229, 180 sentenze e 49 ordinanze, un dato inferiore del 15,2% rispetto a quello del 2022, in cui erano state 270, e significativamente al di sotto dei dati del passato”. Si legge nella Relazione di accompagnamento. “Con riferimento agli ultimi quindici anni si osserva che il valore media delle decisioni è stata di 340 tra il 2009 e il 2013, 277 tra il 2014 e il 2018, e 267 tra il 2019 e il 2023”. “La diminuzione dei valori assoluti rispetto al passato è ancora una volta dovuta alla minore quantità di atti di promovimento pervenuti. Infatti, anche se il numero delle ordinanze di rimessione trasmesse nel 2023, pari a 170, è leggermente superiore a quello del 2022, pari a 160, i 35 ricorsi in via principale pervenuti conferma l’indicata tendenza facendo registrare una sensibile contrazione -59,3% se confrontati con gli 86 del 2022”.
Semplificazione amministrativa: una nuova "buona" legge non basta
di Patrizio Leozappa - Segretario dell'Unione nazionale avvocati amministrativisti e Presidente della Camera amministrativa romana



