Professione e Mercato

Contenzioso tributario e intelligenza artificiale, la risposta "predittiva" di Prodigit al vaglio dei professionisti

Obiettivo del sistema è fornire ai soggetti interroganti una risposta in ottica probabilistica (predittiva) sull'esito della causa caratterizzata da determinati elementi fattuali o giuridici che gli stessi soggetti avranno indicato al sistema

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di Matteo Fanni*

Il c.d. progetto PRO.DI.GI.T ("Prodigit" [1]) , finanziato con fondi del programma PON Governance e Capacità istituzionale 2014-2020, ed inserito nel PNRR come progetto finalizzato a ridurre il numero dei contenziosi in materia tributaria, ha suscitato fin da subito un grande interesse per quanto attiene alla parte del progetto dedicata all'individuazione di un algoritmo di intelligenza artificiali (AI) dotato di una funzione predittiva nell'ambito del contenzioso fiscale.

Semplificando concetti altrimenti complessi, il progetto si fonda sulla massimazione e l'inserimento in un sistema informatico intelligente di una grande massa di decisioni rese dalle Corti di Giustizia Tributaria di primo e secondo grado (1 milione di sentenze, negli auspici degli autori del progetto) affinché quel sistema, così alimentato, ed educato all'analisi delle decisioni attraverso gli elementi chiave individuati dalle massime, possa svolgere una funzione predittiva sul potenziale esito di una causa.

Il sistema, che nelle intenzioni dei promotori sarà accessibile gratuitamente, si pone il fine di fornire ai soggetti interroganti (siano essi i contribuenti, i professionisti abilitati all'assistenza, gli stessi Enti impositori) una risposta in ottica probabilistica (predittiva) sull'esito della causa che si caratterizzi per determinati elementi fattuali o giuridici che gli stessi soggetti avranno indicato al sistema.

L'idea è affascinante, e non poteva che suscitare le discussioni che sono seguite all'approvazione del finanziamento.

Alcuni suggeriscono che un tale sistema possa soppiantare la valutazione della fattispecie normalmente rimessa al professionista, spingendo i contribuenti destinatari di atti impositivi a scelte dettate unicamente dall'esito dell'oracolo, con l'aggravante che il culto dello stesso sarebbe in parte affidato al Ministero dell'Economia e delle Finanze ("MEF"), padre nobile di una delle parti in causa (l'Agenzia delle Entrate).

Ci pare che una tale analisi del fenomeno sia quantomeno riduttiva, e che in ogni potenziale innovazione debbano vedersi le opportunità prima delle potenziali criticità.

Per spiegarmi meglio, opterei per una metafora. Immaginiamo che il risultato dell'interrogazione sia una pietanza, composta da molti ingredienti. Perché il piatto possa dirsi riuscito, il primo elemento è la qualità degli ingredienti. Guardando alla nostra tematica, occorrerà quindi assicurarsi che l'attività di massimazione e di conseguente individuazione degli elementi chiave che fondano le pronunce che alimentano il database del sistema sia rigorosa e tenga conto di tutte le posizioni, così da fornire una ricetta affidabile quanto gli ingredienti di cui è composta.
Il maître dovrà poi indicare in modo dettagliato gli ingredienti dei quali si compone il piatto che verrà concretamente servito in tavola.

Vale a dire che una volta inseriti nel sistema i fatti giuridicamente rilevanti per la decisione della causa, l'output del sistema (il risultato in termini predittivi) dovrà indicare quali sono gli elementi fattuali che hanno determinato l'esito, e quale il grado di matching tra l'input (il dato inserito) e l'output (il risultato fornito).

Per i più esigenti, il maître dovrebbe poi poter fornire ogni notizia utile sugli ingredienti, da intendersi, nel nostro caso, come la lista delle decisioni che hanno determinato quel risultato, magari ordinate per prossimità delle stesse rispetto alla richiesta. Ciò consentirebbe anche ai palati più raffinati di verificare se, effettivamente, l'ingrediente utilizzato nella preparazione del piatto risponda a quanto richiesto o se, invece, presenti delle sfumature differenti che lo chef non è stato in grado di apprezzare e tradurre.

Se guardiamo al progetto in quest'ottica, non c'è da avere timori, bensì da vigilare. Vigilare affinché gli ingredienti (le massime) siano della miglior qualità possibile, ben visibili sull'etichetta in tutte le loro caratteristiche (in termini di matching con gli input riferibili al caso concreto, e con pieno accesso al database di decisioni utilizzate), ottimamente cucinati dallo chef (il sistema predittivo).

L'attività professionale non ne esce svilita, perché risulterà fondamentale in tutte le fasi di predisposizione ed utilizzo del sistema:
• la massimazione dei precedenti;
• l'inserimento del giusto input, ovverosia l'individuazione e successiva immissione nel sistema degli elementi giuridicamente rilevanti della fattispecie per la quale s'interroga l'oracolo;
• l'attività di verifica che il risultato sia adeguatamente supportato in termini di similarità (di matching) delle fattispecie.

E' in quest'ottica che il progetto mostra tutte le sue potenzialità, perché utilizzabile dagli Enti impositori per impiegare in modo più proficuo le loro limitate risorse umane, e dai contribuenti per comprendere la direzione del proprio contenzioso e, laddove non si concordi con l'esito predittivo, correggere la rotta individuando ed evidenziando le peculiarità che differenziano la propria fattispecie da quelle (in precedenza immesse e) elaborate dal sistema.
Poiché, come insegnano i cooking show, anche l'impiattamento è importante, si poteva forse evitare l'ingresso del MEF nel progetto (inizialmente nato col patrocinio del solo organo di Governo della Giustizia Tributaria), circostanza che ha determinato un pregiudizio verso il progetto per sedare il quale, ad onor del vero, sono stati opportunamente e prontamente invitati a partecipare ai lavori tanto il Consiglio Nazionale Forense e il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

La sintesi, è che siamo di fronte ad una novità. Come tutte le novità, la si può approcciare con entusiasmo o con diffidenza. La scelta che si compie oggi è fondamentale, perché la casa è (già) in costruzione, e se vogliamo sia funzionale e accessibile a tutti non possiamo che partecipare attivamente al progetto con idee, suggerimenti ed un approccio critico costruttivo.
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*A cura dell'Avv. Matteo Fanni - Tax Partner BonelliErede, Focus Team Contenzioso Tributario

[1] Si tratta di un progetto promosso dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria e, successivamente, fatto proprio e condiviso anche dal MEF. La definizione integrale è "Progetto sperimentale a supporto della giustizia tributaria: dalla digitalizzazione dei servizi alla creazione dell'hub del Giudice Tributario; dalla prevedibilità della decisione alla competitività del comparto; tecnologie ICT ed AI al servizio dei contribuenti, difensori, giudici"

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