Civile

Csm, giustizia disciplinare confermata al 90%

Studio sulla giurisprudenza: per i proscioglimenti 16 contestazioni in tre anni. E oltre il 70% delle (poche) impugnazioni viene comunque respinto

di Giovanni Negri

La maggioranza, lieve, dei giudizi della sezione disciplinare del Csm è di condanna. Le pronunce poi sono assai di rado impugnate, vuoi dal ministero della Giustizia vuoi dalla Procura generale della Cassazione. E anche quando lo sono, il grado di tenuta è assi elevato, tanto che, complessivamente le sentenze di assoluzione passate in giudicato per mancata impugnazione o per rigetto dell’impugnazione superano complessivamente il 90%. Quasi analoga, l’86%, la percentuale di conferma per le condanne. Sono questi alcuni dei dati più significativi che emergono da un’analisi statistica sull’attività della sezione disciplinare del Csm, condotta all’interno dello stesso Consiglio, e pubblicata anche dalla rivista di Magistratura democratica «Questione giustizia». Studio che si cala, almeno con l’evidenza dei numeri, in un frangente critico, quello delle settimane che precedono il referendum, dove la compiacenza della giustizia domestica è alla base della sottrazione ai futuri Csm della funzione disciplinare.

Intervento a valle

Sul piano formale va ricordato che al Csm non affluisce l’integralità delle segnalazioni di illecito a carico dei magistrati: l’anno scorso sono state 1.587, inferiori al numero medio di notizie pervenute nel quinquennio 2020-2024 (1.742). Di queste il 96% è stato direttamente archiviato dalla Procura generale perchè inammissibili o manifestamente infondate.

Il peso delle condanne

Su 199 sentenze, 23 (12%) sono sentenze di non doversi procedere (di cui 15 per cessata appartenenza del magistrato all’ordine giudiziario, 4 per dispensa e 4 per decesso dell’incolpato), 82 (41%) di condanna e 94 (47%) di assoluzione. E tuttavia, fa notare Roberto Fontana, componente indipendente della sezione disciplinare, le 15 sentenze di non doversi procedere pronunciate dopo dimissioni dell’incolpato nell’imminenza dell’udienza di discussione possono essere accostate alle sentenze di condanna. Così la somma delle due tipologie di sentenze rappresenta il 49% del totale a fronte del 47% costituito dalle sentenze di assoluzione. Nei casi di sentenza pronunciata nei confronti di più incolpati è stata conteggiata una sentenza autonoma per ciascuno degli incolpati.

Le impugnazioni

Cruciale però è soprattutto il tema delleimpugnazioni da parte del ministero della Giustizia e della Procura generale della Cassazione: nello scorso triennio la percentuale delle sentenze di assoluzione non impugnate è pari all’83% (78 sentenze non impugnate a fronte di 16 impugnate). Quanto alle sentenze di condanna, le impugnazioni, con riferimento alla asseritamente troppo blanda sanzione applicata (o all’assoluzione su alcuni dei capi), sono 7 su 82 sentenze pronunciate.

La tenuta

Il 91% della sentenze di assoluzione per scarsa rilevanza del fatto e il 73% di quelle di assoluzione per esclusione degli addebiti superano così l’esame del Pg e dell’Ispettorato del ministero. L’esito finale delle impugnazioni riflette la tenuta del sistema: la percentuale dei rigetti, con riferimento alla totalità delle impugnazioni è del 72%. Più precisamente il 77% sono i respingimenti delle impugnazioni contro le sentenze di condanna e il 50% i respingimenti nelle assoluzioni.

Per saperne di piùRiproduzione riservata ©