Lavoro

Decreto flussi 2020: al via oggi l'iter con la precomplicazione della domanda

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Tratto da Plusplus24 e Smart24

In breve

Accesso tramite Spid al sito del ministero dell'interno apre la strada per una quota massima di 30.850 ingressi

E’ stato pubblicato oggi sulla Gazzetta ufficiale n.252, del 12 ottobre 2020 il Dpcm 7 luglio 2020, il cosiddetto “decreto flussi 2020”, che apre la strada all’ingresso in Italia da quest’anno a una quota massima di 30.850 lavoratori non comunitari subordinati, stagionali e non stagionali, e di lavoratori autonomi.

Date scaglionate per l’entrata sul territorio nazionale:

chiusura dell’operazione entro il 31 dicembre 2020

Il provvedimento della Presidenza ha scelto un sistema di date scaglionate per l’invio delle domande a seconda della tipologia di prestatore d’opera: per i 12.850 ingressi individuati per il lavoro subordinato non stagionale, autonomo e conversioni le istanze possono essere inviate a partire dalle ore 9 del 22 ottobre prossimo, mentre per le altre 18mila quote legate al lavoro subordinato stagionale nei settori agricolo e turistico-alberghiero l’appuntamento è per le ore 9 del 27 ottobre prossimo. Tutta l’operazione che si svolgerà on line il termine scade il 31 dicembre 2020.

 

Si parte con precompilazione dei moduli di domanda:

oggi si parte con la prima fase dell'operazione

Armati di Spid e dopo essersi autenticati preventivamente si potrà - dalle ore 9 di oggi - accedere all’applicativo per la precompilazione dei moduli di domanda, al sito https://nullaostalavoro.dlci.interno.it. Tutto l’iter si dovrà chiudere entro il 31 dicembre 2020.

Cosa prevede il Dpcm 7 luglio 2020

settore per settore di attività

Come abbiamo visto per gli ingressi previsti per il lavoro subordinato non stagionale, autonomo e conversioni i posti in ballo sono 12.850. All’interno di questa fetta 6mila posti sono riservati per motivi di lavoro subordinato non stagionale nei settori dell’autotrasporto merci per conto terzi, dell’edilizia e turistico-alberghiero di cittadini di Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina e dei Paesi che nel corso dell’anno 2020 dovessero stipulare accordi di cooperazione in materia migratoria.

Per quanto riguarda, poi, le altre 6.850 posizioni rimanenti è stabilito che le quote sono ripartite tra i lavoratori non comunitari che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi di origine, ingressi di lavoratori di origine italiana residenti in Venezuela e ingressi di cittadini non comunitari per lavoro autonomo, nonché tra conversioni dei permessi di soggiorno già detenuti ad altro titolo in permessi di soggiorno per lavoro subordinato e per lavoro autonomo.

Si spera una “boccata di ossigeno”, invece, per i 18 mila quote legate al lavoro subordinato stagionale nei settori agricolo e turistico-alberghiero. Per questo settore fortemente provato dalla pandemia i posti sono riservati ai cittadini non comunitari per lavoro subordinato stagionale di Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina.

Nell’ambito di questa aliquota di posti, a titolo di sperimentazione, sono riservate 6mila unità ai lavoratori degli stessi Paesi le cui istanze saranno presentate da alcune organizzazioni legate al mondo della cooperazione, tra quelle indicate ci sono Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Alleanza delle cooperative (comprende Lega cooperative e Confcooperative). Le quote individuate verranno ripartite tra le regioni e le province autonome, a cura del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. 

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