Lavoro

Equo compenso, Aiga: «passo verso la dignità del lavoro ma restano criticità»

di Francesco Machina Grifeo

In breve

Perchinunno: "Si proceda con rapidità alla lettura in Senato per evitare che l'imminente sessione di bilancio possa far arenare il provvedimento"

L'Aiga (Associazione Italiana Giovani Avvocati) "plaude" all'approvazione avvenuta ieri sera in prima lettura alla Camera del testo di legge sull'Equo compenso professionale a firma Meloni, Mandelli e Morrone. La Pdl passa ora al Senato dove tuttavia sono probabili delle modifiche.

"Il testo - si legge in una nota dell'Associazione -, seppur epurato dal riferimento a Agenzia Entrate Riscossione e alle società di cartolarizzazione, introduce per grandi committenti e Pa il principio del compenso minimo inderogabile".

Sul punto un ordine del giorno presentato dalla d eputata di FdI Varchi e fatto proprio dal Governo impegna l'esecutivo "ad adoperarsi per reperire in un prossimo provvedimento e compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica le risorse necessarie alla estensione del provvedimento in esame anche agli Agenti della riscossione".

"Nonostante il testo presenti ancora delle criticità - ha affermato il Presidente Aiga Francesco Paolo Perchinunno -, auspichiamo si proceda con rapidità alla lettura in Senato per evitare che l'imminente sessione di bilancio possa far arenare il provvedimento". "Siamo soddisfatti della sua approvazione in prima lettura. La legge sull'equo compenso concretizza anni di battaglie portate avanti dall'Aiga e dall'avvocatura tutta" conclude Perchinunno.

Critico il deputato Federico Fornaro di Liberi e Uguali che ha annunciato l'astensione del Gruppo: "È una legge manifesto, perché c'è invarianza di gettito. È stato stralciato un emendamento che ne prevedeva l'estensione agli Agenti di riscossione che da solo valeva 150mln di euro per la pubblica amministrazione". "Non solo, la norma si applica alle imprese con più di 50 dipendenti e 10mln di euro di fatturato ma alcune holding, anche bancarie, detengono delle società più piccole che permetteranno di aggirare la norma".

Il testo definisce come "equo" il compenso che rispetta specifici parametri ministeriali ampliandolo anche agli esercenti professioni non ordinistiche, sia per quanto riguarda la committenza che viene estesa, come visto, anche a tutte le imprese che impiegano più di 50 dipendenti o fatturano più di 10 milioni di euro. Prevede, quindi la nullità delle clausole che prevedono un compenso per il professionista inferiore ai parametri, rimettendo al giudice il compito di rideterminare il compenso iniquo ed eventualmente di condannare l'impresa al pagamento di un indennizzo in favore del professionista.

Gli ordini e i collegi professionali dovranno adottare disposizioni deontologiche volte a sanzionare il professionista che violi le disposizioni sull'equo compenso. Il parere di congruità del compenso emesso dall'ordine o dal collegio professionale acquisterà l'efficacia di titolo esecutivo. Nell'istituire presso il ministero della Giustizia l'Osservatorio nazionale sull'equo compenso, il testo approvato a Montecitorio prevede infine una disposizione transitoria che estende l'ambito di applicazione della nuova disciplina alle convenzioni in corso, ancorché sottoscritte prima della riforma.

Per la capogruppo di FdI in commissione Giustizia, Carolina Varchi: "Con la legge a prima firma Meloni oggi si compie un passo avanti decisivo verso il superamento delle 'lenzuolate' del centrosinistra" e contro la "proletarizzazione delle professioni"."Apprezzo l'impegno del Governo - ha aggiunto Varchi - formalizzato con approvazione del mio ordine del giorno. Auspico che già nella prossima sessione di bilancio si proceda in tal senso per dare piena attuazione alla volontà politica unanime, manifestata oggi dal Parlamento".

Critica la deputata Chiara Gribaudo, della segreteria nazionale Pd: "La fretta è cattiva consigliera. L'ansia da prestazione del centrodestra ha prodotto un testo che crea nuove discriminazioni fra lavoratori e affida agli ordini un ruolo che non è il loro. Le leggi per i lavoratori autonomi, per funzionare, devono avere una condivisione larga che oggi manca. Mi auguro che il Senato intervenga presto e bene, per correggere le storture contenute in questa legge."

"Soddisfazione" è invece stata espressa dal deputato della Lega Jacopo Morrone. "Una riforma attesa da tempo – ha affermato Morrone - che può risolvere un nodo fondamentale per una parte significativa della nostra società, per valorizzare il merito e i talenti di tanti professionisti. Ritengo che oggi, con l'approvazione della proposta di legge, si sia compiuto un importante passo in avanti"..

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