Errori medici: la condizione del paziente non riduce la responsabilità sanitaria
Non rileva che la lesione derivi in modo decisivo dalla causa preesistente
La comorbilità in un paziente non esclude, né riduce, la responsabilità del medico che ha errato nell’assistenza sanitaria. Lo ha ribadito la Cassazione che, con l’ordinanza 31058 dell’8 novembre scorso, ha precisato che «le condizioni preesistenti, da riguardare quali concause» della lesione, «sono irrilevanti agli effetti della determinazione e commisurazione della responsabilità».
Il caso trattato dall’ordinanza riguarda il decesso di un uomo di 55 anni: ricoverato in ospedale per un grave ictus...
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Renata Lombardo,
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