Giustizia

Esame d'avvocato, Cartabia: prove scritte in sicurezza a metà aprile

di Francesco Machina Grifeo

In breve

"Ho a cuore la situazione dei giovani praticanti", così la Ministra che sta lavorando per garantire lo svolgimento dell'esame di Stato nelle date previste: il 13-14-15 aprile 2021

È dedicato ai praticanti avvocati il primo comunicato ufficiale di Via Arenula dopo l'insediamento della professoressa Marta Cartabia come ministro Guardasigilli.

In una nota diffusa in serata il Ministro afferma: "Ho a cuore la situazione dei giovani praticanti", e fa sapere che uno dei primi dossier su cui sta lavorando è quello delle prove dell'esame di Stato per l'abilitazione alla professione forense, programmate per il 13-14-15 aprile 2021. "La Ministra e il suo staff – si legge nella breve nota - stanno studiando le modalità per garantire lo svolgimento delle prove in sicurezza nelle date già fissate".

Nessun intervento dunque sulla struttura delle prove scritte che si svolgeranno come di consueto in tre giornate, seguendo le regole ordinarie, mentre tutta l'attenzione è spostata sulle misure di sicurezza per garantire la salute in epoca di pandemia.

Poche righe che, da una parte, lasciano ben sperare perché si muovono nella direzione diconsentire la possibilità di sostenere l'esame in tempi brevi, scongiurando il rischio di un ulteriore rinvio; dall'altra, suonano come una doccia fredda per tutte quelle Associazioni che si erano battute per una forte semplificazione delle prove, proponendo chi un'unica prova scritta, chi l'o rale abilitante, sul modello delle altre professioni.

Circa dieci giorni fa l'Organismo congressuale forense aveva votato una proposta il cui perno, lasciando ferme le tre giornate d'esame, era la moltiplicazione delle numero delle Sottocommissioni – dalle 27 del 2019 a circa 130 – così da poter distribuire i candidati sul territorio. Una ipotesi che secondo l'Ocf garantirebbe la salute dei candidati ma che non è di semplice realizzazione richiedendo l'individuazione di altrettante sedi fisiche dove raccogliere i circa 20mila candidati.

L'idea era stata comunque bocciata dalla Associazioni che avevano richiamato il Protocollo del Dipartimento della Funzione pubblica secondo cui lo svolgimento di prove concorsuali limita la presenza a 30 candidati per sessione o sede di prova. Dunque secondo gli aspiranti legali moltiplicare le commissioni, portando a 150 il numero massimo di candidati, come previsto dall'Ocf, non risolvere il problema della sicurezza.

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