Esame avvocato

Esame d'avvocato: interrogazione al Ministro Cartabia sul data breach

di Francesco Machina Grifeo

E alla fine è arrivata anche la petizione su Change.org (per ora 500 firme in 24 ore): "Esame di avvocato 2020: il Ministero della giustizia abiliti i praticanti". Le motivazioni di quella che può sembrare una provocazione sono esposte dagli stessi proponenti: 26mila candidati in attesa "ormai da 6 mesi"; "convocazioni in vergognoso ritardo e, in moltissimi casi, non pervenute"; "imbarazzanti violazioni della privacy" e "modalità d'esame ancora del tutto non chiarite". E nei commenti si chiede: "parità di trattamento con gli altri ordini professionali". Sì perché ieri è stata l'ennesima giornata di passione per i migliaia di aspiranti legali impegnati in queste settimane a rimodulare la propria preparazione sul nuovo modello d'esame.

A spiegare come sono andate le cose è Claudia Majolo, presidente dell'Associazione praticanti avvocati: "A seguito di un presumibile attacco hacker sul sito del ministero della Giustizia, molti colleghi hanno riscontrato nella propria area personale delle convocazioni errate, con dati personali alterati e con comunicazioni riferibili ad altri soggetti". "Si tratta di una circostanza di una gravità assurda – aggiunge -, ci aspettiamo una presa di posizione forte da parte del Ministero perché si rischia di minare e la correttezza di questo esame di abilitazione".

Stesse criticità riportare anche dall'Aipavv (Associazione italiana praticanti avvocati) che sulla propria pagina Facebook registra le segnalazioni dei praticanti: "Ragazzi sono della Corte d'Appello di Venezia, questa mattina nella mia pagina personale visualizzo lo storico e la pagina di un candidato di Catanzaro. Altri tre miei amici visualizzano la pagina di altri candidati". L'Associaione ha poi chiesto, nel pomeriggio di oggi, con una lettera indirizza alla Ministra Cartabia, di "procedere con una sola prova orale dal mese di settembre in poi, qualora non si dovesse risolvere nel giro di poco tempo questa avvilente situazione".

Secondo lo Studio Legale Leone-Fell, vicino ai praticanti: "In simili frangenti, la normativa sulla privacy prevede che l'ente preposto alla tutela dei dati - in questo caso il Ministero della Giustizia - debba provvedere ad attivare subito delle procedure di protezione dei dati ed inviare entro le successive 72 ore la relativa comunicazione al Garante e ai soggetti interessati dalla diffusione illegittima dei dati.

Interviene subito anche l'Aiga parlando di "gravissima violazione della privacy" e di "probabile data breach". "È accaduto – spiega l'Associazione dei giovani avvocati – che il candidato visualizzasse i dati di un collega con voti e domande per precedenti sessioni nonché tutte le informazioni personali". Da qui un altro appello a Via Arenula "affinché la situazione sia immediatamente risolta e venga data una adeguata spiegazione". Con l'invito ai praticanti di rivolgersi subito al Garante della privacy.

Della vicenda si occupa anche il Codacons: "Una situazione che non ha precedenti, l'ennesima presa in giro verso i migliaia di candidati che da 1 anno e mezzo attendono di poter sostenere l'esame. Presenteremo un esposto al Garante della Privacy e continuiamo a sostenere la richiesta al Ministero della Giustizia di abolire l'esame di Stato a favore della laurea abilitante, come è stato fatto per tantissime altre professioni, anche in ambito medico."

La notizia del baco informatico intanto arriva anche in Parlamento dove il deputato e responsabile Giustizia di Azione Enrico Costa, annuncia un'interrogazione al Ministro "per chiedere le ragioni di queste violazioni e conoscere la portata della lesione dei diritti personali". "Vi era infatti – denuncia Costa - addirittura la possibilità di accedere ai documenti, carte d'identità, e codici Iban ed anche interagire con i profili di costoro e annullare l'iscrizione all'esame".

Nessuna notizia invece sulle nuove "Linee guida" la cui pubblicazione è attesa ormai da giorni sul sito del Ministero essendo passata una settimana dalla riunione plenaria di coordinamento della Commissione centrale d'esame con le sottocommissioni. A quanto si apprende sarebbe in corso una ulteriore revisione per garantire maggiore omogeneità delle prove sempre con riguardo alle modalità di redazione dei quesiti.

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