La Corte di cassazione (sent.22341/2025) ha fornito un importante insegnamento sul valore penalmente rilevante, e in particolare potenzialmente diffamatorio, delle sempre più dilaganti frasi di “cattivo gusto” rinvenibili sui social network. Per la Suprema corte se è vero che la continenza postula una forma espositiva corretta della critica rivolta e cioè strettamente funzionale alla finalità di disapprovazione, che non trasmodi nella gratuita ed immotivata aggressione della reputazione altrui, è...
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