Penale

I modelli organizzativi alla prova dell'emergenza Covid. Un primo bilancio ad un anno dall'inizio della pandemia

di Fabrizio Ventimiglia e Maria Elena Orlandini*

In breve

I Evento "Ciclo 231"


Lo scorso 2 Febbraio 2021 il Centro Studi Borgogna ha inaugurato il Corso di Formazione a Distanza (FAD) sul "Ciclo 231", con un primo incontro dal titolo: "I modelli organizzativi alla prova dell'emergenza Covid. Un primo bilancio ad un anno dall'inizio della pandemia".

L'incontro, moderato dall'Avv. Fabrizio Ventimiglia – Founder dello Studio Legale Ventimiglia e Presidente del Centro Studi Borgogna – ha visto la partecipazione di illustri relatori: il Dott. Federico Maurizio d'Andrea (Presidente OdV Banco BPM S.p.A. nonché Vice Presidente CSB); la Dott.ssa Emanuela Teatini (Direttore Organizzazione e Risorse Umane MM S.p.A.); l'Avv. Miriam Di Traglia (International Compliance Counsel at CLEAR CHANNEL INTERNATIONAL LIMITED); il Prof. Avv. Matteo Caputo (Professore Associato di Diritto Penale all'Università Cattolica); il Dott. Ambrogio Moccia (Magistrato, già Presidente della V Sezione Penale del Tribunale di Milano) e il Ten. Col. TST Dott. Arcangelo Trivisani (in forza al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della GdF di Milano, Comandante del Gruppo Tutela Mercato dei Capitali).

Il webinar ha, dunque, coinvolto numerosi operatori del diritto, mettendo insieme professionalità di elevato spessore e competenza specifica; professionalità anche eterogenee ma assolutamente sinergiche e complementari tra loro, espressione del mondo Istituzionale, Accademico, Giudiziale, oltre che, ovviamente, imprenditoriale (sia pubblico che privato).

Come illustrato e documentato nel corso dell'incontro, plurimi sono stati gli interventi di adeguamento adottati dalle diverse realtà aziendali durante l'emergenza pandemica, di cui si è fatta menzione durante il primo evento del "Ciclo 231".

Si pensi, prima facie, a come sia nel tempo cambiato (adattandosi al nuovo contesto) il ruolo della Guardia di Finanza che, da sempre, rappresenta un unicum nel panorama internazionale, svolgendo contemporaneamente la funzione di Polizia economica e finanziaria. Le aree in cui opera la GdF, infatti, sin dall'emanazione del d.lgs. 231/2001 riguardano la tutela delle entrate e del bilancio sia dello Stato che dell'Unione Europea, nonché la tutela del mercato dei capitali e del mercato di beni e servizi, aree fortemente colpite nel corso del 2020.

Proprio il 2020 ha visto incrementare il numero dei sodalizi criminali, sorti al fine di conseguire illecitamente dei profitti nelle realtà aziendali, sia mediante il ricorso all'illegalità di impresa, quanto all'illegalità individuale; in particolare, visto il peculiare contesto economico (non solo nazionale), maggiormente attenzionati dalla criminalità organizzata sono stati gli strumenti governativi varati a sostegno della liquidità delle imprese e, dunque, i finanziamenti garantiti dallo Stato al fine di fronteggiare l'emergenza pandemica, tra cui, ad esempio, il Fondo Garanzia PMI, i finanziamenti garantiti da SACE, i contributi a fondo perduto erogati dall'Agenzia delle Entrate per il tramite del c.d. "Decreto Ristori".

Proprio in questo contesto – come testimoniato dalla recente cronaca giudiziaria – si è registrata una proliferazione di illeciti societari, tributari, contro il patrimonio e contro la Pubblica Amministrazione. Reati che, molto frequentemente, venivano compiuti nell'interesse o a vantaggio dell'ente, circostanza che ha imposto agli inquirenti di ampliare, in ipotesi di contestazione anche della responsabilità ex d.lgs. n. 231/20001, il raggio di investigazione anche ai profili strettamente connessi alla corretta implementazione dei sistemi di compliance aziendale. Il ruolo della GdF è divenuto, per tali ragioni, più incisivo con un margine di intervento specifico rispetto alla valutazione della responsabilità giuridica dell'ente che sottende un vaglio di un numero sempre maggiore di documenti, tra cui i report dell'Organismo di Vigilanza, dai quali, verosimilmente, potrebbero (rectius dovrebbero) derivare le prime avvisaglie di responsabilità – amministrativa - dell'ente coinvolto.

Altro tema analizzato durante il webinar è stato l'impatto del Covid sulle realtà aziendali.

L'emergenza pandemica ha costretto le singole imprese ad adottare delle strategie idonee a garantire continuità di business e di management. Più nello specifico, è stata ridefinita l'organizzazione del lavoro, del business model, dell'offerta di mercato per far fronte alle nuove richieste e per gestire le carenze di liquidità. In tale contesto storico, caratterizzato da grandi incertezze, la funzione compliance, l'Internal Audit e, in generale, tutti gli organi di controllo hanno necessariamente dovuto adattarsi alle nuove esigenze e necessità del momento.

Le aziende si sono, così, trovate a fronteggiare la crisi di liquidità, intesa come liquidità nel breve termine, dovendo, altresì, mantenere salde le relazioni finanziarie e monitorare le sofferenze delle posizioni creditorie e debitorie, oltre ad attuare i necessari rimedi contrattuali per la gestione di possibili default di partner fornitori e clienti, trovandosi, talvolta, a dover rinegoziare contratti attivi e passivi e ridurre le spese.

Le aziende si sono poi dotate di nuove tecnologie che fossero in grado di adeguarsi alle nuove esigenze del mercato, dovendo rafforzare, al contempo, i controlli interni, prima svolti manualmente, e le attività di business. Nelle aziende - come nel settore pubblico –, al fine di ridurre il rischio dei contagi nell'ambiente lavorativo, è stato introdotto (e in alcune realtà, sensibilmente incrementato) lo Smart Working, il c.d. lavoro a distanza. Seppur vero che dallo smart working sono derivati dei benefici anche per ciò che concerne il welfare dei lavoratori, è altrettanto vero che dallo stesso sono derivati plurimi svantaggi in tema di cyber security, gestione dei dati personali e per quanto riguarda l'invio di mail spam.

Si è poi assistito alla cd. " Smart Compliance ", nella quale si sono discusse delle complesse valutazioni in ambito HR, Privacy e sicurezza, Sistema informativi e approvvigionamento e attività societarie.

Si è ampliamente dibattuto sul "nuovo" ruolo che ha assunto l'Organismo di Vigilanza durante la pandemia: non si assiste più ad una suddivisione di compiti tra gli organi di Governance, bensì l'Odv lavora in sinergia con l'Audit, al fine di adeguare correttamente il Modello 231 e di prevenire il c.d. rischio d'impresa.

Il Modello 231 rappresenta il primo vero tentativo di una regolamentazione congiunta tra statale e privato ed i ncoraggia l'ente all'adozione di un sistema di controllo volontario: l'Odv.

Quando si parla di Organismo di Vigilanza e di compliance, lo si è ricordato, sarebbe opportuno non discutere mai di "costi", bensì di investimento: attraverso ai modelli di gestione, organizzazione e controllo, difatti, vi è un'analisi dei rischi che consente di mappare ex ante le cause, dalle quali potrebbe scaturire la responsabilità dell'ente. Il Modello 231 deve costituire una rappresentazione esatta della realtà societaria e, dunque, risulta evidentemente necessario che per la sua redazione si comprendano a fondo tutte le dinamiche strutturali e organizzative dell'azienda.

Da ultimo, l'emergenza pandemica ha stravolto le aule dei Tribunali e dei procedimenti penali che sono stati, talvolta, snaturalizzati della loro componente umana e del necessario contradditorio tra le parti, spesso uscito "ferito" dalla celebrazione da remoto delle udienze.

La chiusura delle aule e la conseguenziale necessità di procedere "a distanza" – favorita dalla digitalizzazione del processo penale e civile – ha, sicuramente, rappresentato una importante misura per la prevenzione del contagio, così come sarebbe, invero, stato necessario prevedere più incisive e frequenti attività di sanificazione degli ambienti giudiziari, unitamente ad una migliore organizzazione e calendarizzazione dei ruoli d'udienza, così da evitare la contemporanea presenza di utenti e, dunque, il rischio di assembramenti nelle aule.

In questo primo incontro del "Ciclo 231", organizzato dal Centro Studi Borgogna, si è assistito, dunque, ad un bilancio circa le conseguenze e le innovazioni apportate nel nostro sistema a causa del Covid.

Nei prossimi incontri, con l'ausilio di ulteriori relatori di assoluto livello ed autorevolezza, verranno analizzate le altre recenti novità legislative connesse al d.lgs. 231/2001, dall'ambito sportivo al fashion, ai delitti ambientali e al fenomeno delle "ecomafie", passando per il delitto di contrabbando e i reati tributari.

*a cura di Avv. Fabrizio Ventimiglia e Avv. Maria Elena Orlandini

Leggi anche Il ciclo di incontri sulla 231: "I Modelli Organizzativi alla prova dell'emergenza Covid. Un primo bilancio ad un anno dall'inizio della pandemia"


Per saperne di piùRiproduzione riservata ©

Newsletter

Ogni mattina l'aggiornamento puntuale su tutte le novità utili per la tua professione.
Una bussola indispensabile per affrontare serenamente la giornata professionale.