Il giudice rimettente osserva che, per effetto della nuova disciplina, il condannato non potrà più conoscere, in tempi prossimi ai comportamenti tenuti, se i propri sforzi nell'adesione trattamentale siano stati favorevolmente valutati o, per converso, se vi sia la necessità da parte sua di modificare la propria condotta per rispondere più correttamente alle sollecitazioni trattamentali che gli vengono rivolte.
LA MASSIMA
Carceri e sistema penitenziario - Ordinamento penitenziario - Liberazione anticipata - Facoltà del condannato, introdotta con novella legislativa, di formulare istanza per il riconoscimento dei semestri - Condizione - Sussistenza di uno specifico interesse, diverso da quello alla determinazione del fine pena e del termine di accesso a misure alternative o a benefici penitenziari - Irragionevolezza, violazione della finalità rieducativa della pena e dei principi del giusto processo - Illegittimità costituzionale parziale. (Legge 26 luglio 1975 n. 354, articolo 69-bis, comma 3, come sostituito dall'articolo 5, comma 3, del decreto-legge 4 luglio 2024 n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2024 n. 112; Costituzione, articoli 3, 27, terzo comma, e 111, sesto comma)
È costituzionalmente illegittimo, per contrasto con gli articoli 3 e 27, comma 3, della Costituzione, l'articolo 69-bis, comma 3, della legge 26 luglio 1975 n. 354 (Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), come sostituito dall'articolo 5, comma 3, del decreto-legge 4 luglio 2024 n. 92 (Misure urgenti in materia penitenziaria, di giustizia civile e penale e di personale del Ministero della giustizia), convertito, con modificazioni, nella legge 8 agosto 2024 n. 112, limitatamente alle parole «quando vi abbia uno specifico interesse, diverso da quelli di cui ai commi 1 e 2, che deve essere indicato, a pena di inammissibilità, nell'istanza medesima».
La sentenza che, accogliendo le questioni di costituzionalità prospettate dai magistrati di sorveglianza di Spoleto e Napoli, ha censurato la disposizione dell’art. 69, comma 3, della legge di ordinamento penitenziario (L. n. 354/1975), pur intervenendo "chirurgicamente" sull'ordito normativo, consentendo la riespansione della facoltà per il condannato di richiedere al magistrato di sorveglianza, autonomamente e in ogni tempo, la concessione della liberazione anticipata, segna in effetti una bocciatura...


