Abitazione familiare, vendita all'asta, esecuzione forzata e clausole abusive. Su questi temi è intervenuta, nel segno della tutela dei consumatori e della lettura delle norme che riguardano il diritto ipotecario alla luce della tutela dei diritti umani, la Corte di giustizia dell'Unione europea e lo ha fatto con la sentenza depositata il 24 giugno nella causa C-351/23 (GR Real)

Corte di giustizia dell'Unione europea - Grande Sezione - Sentenza 24 giugno 2025 - Causa C-351/23 - Commento - Presidente Lenaerts; Relatore Spineanu-Matei; Avvocato generale Medina; avente a oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte dal Krajský súd v Prešove (Corte regionale di Prešov, Slovacchia), con decisione dell'11maggio 2023, nel procedimento GR REAL s. r. o.contro PO. RT.

LA MASSIMA

Consumatore - Clausole abusive nei contratti - Tutela dei consumatori - Bene immobile - Vendita all'asta stragiudiziale - Effetti sulla vendita nel caso di clausole abusive - Tutela giurisdizionale effettiva - Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. (Direttiva 93/13, articoli 6 e 7; Carta dei diritti fondamentali, articoli 7 e 47)

L'articolo 6, paragrafo 1, e l'articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 93/13/CEE sulle clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, letti alla luce degli articoli 7 e 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, devono essere interpretati nel senso che rientra nel loro campo di applicazione un procedimento giudiziario nell'ambito del quale, da un lato, la società aggiudicataria di un bene immobile che costituisce l'abitazione familiare di un consumatore, venduta nel contesto dell'esecuzione forzata stragiudiziale di una garanzia ipotecaria concessa su tale bene da detto consumatore a favore di un creditore professionista, chiede lo sfratto di detto consumatore e, dall'altro, quest'ultimo contesta, con una domanda riconvenzionale, la legittimità del trasferimento di proprietà di detto bene a tale società aggiudicataria, effettuato nonostante un procedimento giurisdizionale, ancora pendente al momento di tale trasferimento, diretto alla sospensione dell'esecuzione di tale garanzia in ragione dell'esistenza di clausole abusive nel contratto all'origine di tale esecuzione, di cui detta società aggiudicataria è stata previamente informata dallo stesso consumatore. Ciò vale a condizione che siano sussistiti indizi concordanti, alla data di tale vendita, quanto al carattere potenzialmente abusivo di tali clausole e che il consumatore si sia avvalso dei rimedi giuridici di cui ragionevolmente poteva attendersi che un consumatore medio si avvalesse, al fine di ottenere un controllo giurisdizionale di dette clausole.

Le citate norme ostano a una normativa nazionale che consente che un'esecuzione forzata stragiudiziale di una garanzia ipotecaria concessa da un consumatore a favore di un creditore professionista su un bene immobile che costituisce l'abitazione familiare di tale consumatore prosegua nonostante l'esistenza di una domanda di provvedimenti provvisori in corso dinanzi a un giudice diretta alla sospensione di tale esecuzione e di indizi concordanti quanto all'eventuale presenza di una clausola potenzialmente abusiva nel contratto all'origine di detta esecuzione, e che non prevede peraltro alcuna possibilità di ottenere in via giudiziaria la nullità della stessa esecuzione in ragione dell'esistenza di clausole abusive in tale contratto.

Abitazione familiare, vendita all'asta, esecuzione forzata e clausole abusive. Su questi temi è intervenuta, nel segno della tutela dei consumatori e della lettura delle norme che riguardano il diritto ipotecario alla luce della tutela dei diritti umani, la Corte di giustizia dell'Unione europea e lo ha fatto con la sentenza depositata il 24 giugno nella causa C-351/23 (GR Real). In particolare, la Grande sezione, nell'interpretare gli articoli 6 e 7 della direttiva 93/13/Cee concernente le clausole...

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