In caso di diagnosi tardiva di una malattia terminale, dovuta a colpa medica, il danno risarcibile non si limita al danno biologico (lesione dell’integrità fisica e psichica), né alla perdita di chance di guarigione, ma deve essere riconosciuto anche il danno da lesione del diritto all’autodeterminazione del paziente, inteso come perdita della possibilità di scegliere consapevolmente come affrontare la fase finale della propria vita. Lo ha affermato la Corte di cassazione, con l’ordinanza 25480/2025...

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