Rassegne di Giurisprudenza

Inaugurazione anno giudiziario, Curzio: Cassazione affogata da tributario e immigrazione (55% delle pendenze)

di Francesco Machina Grifeo

"Per fare fronte alla crisi si è scelto di impegnare risorse economiche in misura impensabile sino a un anno fa. Ma per ottenere dall'Europa i relativi finanziamenti è necessario tracciare un quadro di riforme, prima fra tutte della giustizia, che dia idonee garanzie di conseguire gli obiettivi prefissati. E anche qualora tutte le risorse venissero acquisite dovranno in parte cospicua essere restituite. Il debito dovrà essere ripagato principalmente da coloro che sono oggi i giovani". Lo scrive il primo presidente della Corte di cassazione Pietro Curzio nella Relazione di apertura dell'anno giudiziario facendo seguire un citazione di Mario Draghi: "Per anni una forma di egoismo collettivo ha indotto i governi a distrarre capacità umane e altre risorse in favore di obiettivi con più certo e immediato ritorno politico: ciò non è più accettabile oggi. Privare un giovane del futuro è una delle forme più gravi di diseguaglianza". Ragione per cui, prosegue Curzio: "dobbiamo rimetterci al lavoro, ciascuno nel rispetto delle proprie competenze e in adempimento dei propri doveri".

Nell'Aula Magna della Suprema Corte sono presenti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Presidente del Consiglio dei ministri dimissionario Giuseppe Conte, il ministro della Giustizia e le più alte cariche dello Stato. Per le norme Covid si segue un protocollo rigido che prevede la presenza di sole 50 persone, al posto di 320, per garantire il distanziamento. Cerimonia ridotta anche nella durata che non superare l'ora, mentre sono previsti poco meno di dieci minuti per gli interventi del Pg della Cassazione Giovanni Salvi, del vice presidente del Csm David Ermini, del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e della presidente del Consiglio nazionale forense Maria Masi.

La pandemia ha mostrato l'inadeguatezza del sistema - "La pandemia ha ulteriormente mostrato l'inadeguatezza del sistema, la gracilità e vetustà di molti suoi gangli, e pone in modo deciso la necessità di un cambiamento profondo e incisivo, prima di tutto culturale". Ha proseguito il Primo Presidente. "Il sostanziale blocco dell'attività giudiziaria per un certo periodo, una faticosa e difficile ripresa per la restante parte dell'anno e oggi – ha ammonito - ci pone dinanzi alla necessità di ripensare profondamente il sistema. Di partecipare alla costruzione di un qualcosa che ancora non c'è. Di riforme del sistema giustizia e, al suo interno del giudizio di legittimità, ne sono state fatte molte negli ultimi anni, con un continuo, a volte turbinoso, susseguirsi di modifiche normative e organizzative, che a volte, invece di risolvere i problemi, hanno finito per complicarli".

Immigrazione e tributario, il 55,3% della pendenze - "L'ultimo fattore di crisi del giudizio di cassazione in ordine di tempo è costituito dalla enorme crescita dei ricorsi in materia di protezione internazionale strettamente correlata all'eliminazione del grado di appello ad opera del Dl n. 13 del 2017 (i ricorsi, che nel 2016 erano 374, sono passati a 1.089 nel 2017, 6.026 nel 2018, 10.366 nel 2019 e 6.935 nel 2020). Si è trattato di un intervento che ha pesantemente aggravato la situazione del giudizio di legittimità ".

Per Curzio però: "Analoghe considerazioni possono farsi con riferimento al processo tributario, che in Cassazione costituisce da tempo la parte più consistente dei giudizi civili. Il numero degli annullamenti in cassazione di decisioni delle Ctr è nettamente superiore a quello degli annullamenti delle decisioni degli altri giudici civili di secondo grado. Questo dato dovrebbe indurre a pensare a riforme dell'appello tributario che consentano a quei giudici di svolgere il loro lavoro a tempo pieno e in via esclusiva al pari di altri giudici specializzati, perché il diritto tributario è ormai uno dei settori più complessi e impegnativi dell'esperienza giuridica e il relativo contenzioso pone problemi di rilevante peso economico e di particolare delicatezza per cittadini, imprese ed erario". "Ho considerato questi due settori non a caso – conclude sul punto -. Sono quelli in cui la bulimia dei ricorsi mette fortemente in crisi la Corte, basti pensare che a fine 2020 i processi pendenti in queste due materie costituivano più della metà (il 55,3%) della pendenza complessiva dei processi civili della Corte. Se i flussi venissero ricondotti ad un trend fisiologico la qualità e i tempi processuali complessivi migliorerebbero in maniera incisiva".

Forte recupero delle decisioni nel secondo semestre - "Il terribile anno che ci siamo lasciati alle spalle ci ha visti impegnati fondamentalmente a limitare i danni e alla fine il bilancio è positivo”, ha affermato Curzio. “Grazie ad un forte recupero nel secondo semestre, siamo riusciti a definire più di 30.000 processi civili e nel penale siamo riusciti a conservare tempi di definizione dei giudizi inferiori ad un anno".

 Ermini, il Csm ha rischiato di essere travolto, momento superato grazie a Mattarella
"Nell'anno appena trascorso il Consiglio superiore, dopo aver rischiato di essere travolto dalle dolorosissime vicende venute alla luce l'anno precedente, che avevano reso evidente una degenerazione correntizia non più sostenibile, era chiamato a dimostrare di saper continuare ad assolvere la funzione di governo autonomo della magistratura attribuitagli dalla Costituzione". Lo ha detto il Vice Presidente del Csm David Ermini intervenendo alla cerimonia. Rivolgendosi poi al Presidente della Repubblica Ermini ha affermato: "Grazie alla guida salda, al sostegno costante e alla luce animatrice dell'esempio che Ella, Signor Presidente, non ha fatto mai mancare, credo di poter affermare che il Consiglio ha dato questa dimostrazione".

"Pur in un momento di grave difficoltà, le Commissioni consiliari si sono riunite; le Assemblee plenarie sono state svolte; gli ordini del giorno sono stati esaminati e decisi o aggiornati; le udienze disciplinari sono state puntualmente celebrate".
"Ciò però non basta: il doveroso accertamento delle responsabilità di singoli magistrati non deve trasformarsi in un modo per liquidare fatti dolorosi e inquietanti all'interno di una spiacevole parentesi da archiviare e dimenticare in fretta". "Risulterebbe infatti vana – ha concluso sul punto - ogni decisione della Sezione disciplinare o della Prima Commissione per le incompatibilità se ad essa non si affiancasse un profondo cambiamento di mentalità, una vera e propria rifondazione morale che coinvolga tutta la magistratura".

 Masi (Cnf), no "mero efficientismo" come base riforme, essenziale il pieno confronto processuale
"Bisognerebbe riuscire ad ammettere che la prevedibilità della durata dei procedimenti civili e penali, anche nei termini dell'auspicata ragionevolezza, è condizionata dalle risorse (poche) e dall'inadeguatezza degli strumenti a disposizione, non certo dalle indefettibili garanzie difensive che non vanno e non possono essere sacrificate in nome di altri interessi pubblici o privati". Lo ha detto il Presidente facente funzioni del Consiglio

nazionale forense, Maria Masi. "Essenziale, nell'esercizio della giurisdizione – ha proseguito -, il pieno svolgimento del confronto processuale, ancorato alle garanzie ed espressione di diritti non comprimibili, soprattutto se riferiti ai più deboli, ai soggetti fragili. Ha destato e desta molta preoccupazione, perciò, la non gradevole sensazione provata dall'Avvocatura, nel constatare che i progetti di riforma del processo civile e del processo penale sono orientati a spostare il baricentro delle garanzie proprie del giusto processo, in un'ottica non condivisibile di mero efficientismo".

"L'Avvocatura - ha attaccato Masi -, nel corso di questi lunghi e difficili mesi, ha dovuto resistere (non sempre riuscendovi) al rischio di una paralisi dell'attività giudiziaria che ha fortemente inciso sull'irrinunciabile aspettativa di tutela dei cittadini; ha dovuto subire le conseguenze di provvedimenti che non hanno ritenuto di dovere considerare, in adeguata misura, la necessità per gli avvocati di accedere, in sicurezza, agli uffici giudiziari. Ecco perché qualsiasi proposta di riforma della Giustizia deve valorizzare la prospettiva della tutela della persona e non può limitarsi a quella prettamente economica". E in questa prosettiva ha poi concluso "si inserisce la proposta dell'Avvocatura per il Piano nazionale di ripresa".

Pg Salvi, linee guida trasparenti in processi a toghe
"Sono state emanate linee guida per l'esame dei molti casi emersi dalle indagini della Procura di Perugia che hanno distinto i casi di effettiva rilevanza disciplinare" rientranti nella valutazione di Csm o Anm "dalle condotte", pur in "contrasto con precetti etici o deontologici" non hanno però "alcuna valenza negativa": e tali linee guida "sono state elaborate e quindi rese pubbliche, in piena trasparenza". Lo ha sottolineato il Pg della Cassazione Giovanni Salvi dopo che ieri notizie dal libro Il Sistema - intervista a Luca Palamara - parlavano di una presunta attività di autopromozione svolta da Salvi prima di diventare Pg.

Calano omicidi ma non femminicidi - Il Procuratore ha poi sottolineato “il dato molto positivo della ulteriore caduta del tasso di omicidi, che porta il nostro Paese, dalla drammatica situazione del 1991, ad essere uno dei Paesi con minor numero di omicidi al mondo. Frutto, questo, della costante pressione dello Stato sui gruppi criminali". "Anche gli assassinii di donne calano – ha aggiunto -, ma in maniera molto minore, cosicché i "femminicidi" divengono proporzionalmente tra le principali cause di omicidio e richiedono la conferma dell'impegno delle forze di polizia e della magistratura, oltre che della società tutta. La corte e la procura generale, in buona sintonia, hanno su tali questioni elaborato una giurisprudenza chiara, fondata peraltro sulla ormai consolidata azione della magistratura di merito".

Allarme razzismo - "Sempre allarmanti anche se ben contenute da una salda azione preventiva, sono le attività di associazioni terroristiche o eversive; va segnalato con particolare attenzione il riproporsi di antiche pulsioni razziste e antisemit e, che si saldano a nuovi mezzi di comunicazione e all'affermarsi di movimenti che si richiamano al suprematismo bianco". Su questo campo "un grande lavoro è stato fatto dalle forze dell'ordine e dall'Intelligence".

Bonafede, piano assunzioni avanti nonostante la pandemia
"Nonostante l'emergenza sanitaria, nel 2020 è stato portato avanti il piano ordinario di assunzioni di oltre 13.000 unità, procedendo al reclutamento di 1163 unità di personale amministrativo, di cui 23 destinate agli uffici di legittimità. Proprio per scongiurare gli effetti negativi della pandemia sullo svolgimento delle procedure selettive, il c.d. Decreto Rilancio ha semplificato tali procedure consentendo ad esempio che, entro la primavera di quest'anno, possano prendere servizio presso la Corte di Cassazione e la Procura Generale oltre 100, tra cancellieri e direttori". Lo ha detto il Ministro Guardasigilli intervenendo alla cerimonia.


"Sono state poste le basi normative, amministrative e finanziarie – ha proseguito - affinché, nell'arco dell'anno giudiziario che oggi si inaugura, il servizio giustizia possa avvalersi del contributo di circa 7.000 donne e uomini in più. Analogo impegno è stato riservato alla magistratura, portando a compimento l'aumento delle piante organiche (di 600 unità), previsto già con la Legge di Bilancio 2019". "Infatti, con decreto ministeriale 14 settembre 2020 sono state rideterminate le piante organiche degli uffici giudiziari di merito, prevedendo la distribuzione in aumento di 422 magistrati, che si aggiungono ai 70 già destinati nel 2019 alla Corte di Cassazione e alla Procura Generale. Inoltre, il 30 ottobre 2020 è stata inviata al Consiglio Superiore della Magistratura la proposta di determinazione delle piante organiche flessibili distrettuali, un contingente di 176 magistrati chiamato a far fronte alle specifiche criticità di rendimento di ciascun distretto".

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