Penale

Indagini preliminari, Aiga: bene Ddl D'Alfonso che introduce la videoregistrazione degli interrogatori

di Francesco Machina Grifeo

De Angelis: "si migliorerebbe l'intera fase delle indagini preliminari, precludendo o comunque scoraggiando quei comportamenti che, nell'affanno di conseguire fonti di prova, rischiano di produrre rigidi teoremi inquisitori"

L'Aiga sostiene "convintamente" il Disegno di legge presentato dal Senatore Luciano D'Alfonso, che prevede modifiche al codice di procedura penale, disponendo la riproduzione fonografica e audiovisiva degli atti del processo penale e delle dichiarazioni rese nel corso delle indagini penali.

La proposta si compone di tre articoli. L'articolo 1 interviene sul 1 34 del Cpp, sostituendo integralmente il comma 4 e rendendo la riproduzione audiovisiva una modalità ordinaria e non speciale di documentazione degli atti, al pari del verbale. L'articolo 2 sostituisce integralmente il 139 Cpp fissando le regole da seguire per la riproduzione audiovisiva e prevedendo che le registrazioni audiovisive e le trascrizioni di esse siano in ogni caso unite agli atti del procedimento.


Infine, l'articolo 3 sostituisce l'articolo 141-bis Cpp introducendo la norma per cui l'assunzione delle dichiarazioni rese nella fase delle indagini preliminari, dall'indagato, dalla persona offesa e dalla persona informata sui fatti, debba essere integralmente documentata, a pena di inutilizzabilità, con mezzi di riproduzione audiovisiva, con redazione del verbale in forma riassuntiva e trascrizione della riproduzione disposta se richiesta dalle parti.

In questo modo, secondo il proponente, si darebbe tutela a quella fase del "procedimento", distinta dal "processo" vero e proprio, che non prevede la garanzia della presenza dell'avvocato, come quando la polizia giudiziaria assume sommarie informazioni dalle persone che possono riferire circostanze utili ai fini delle indagini. In tali fasi, si legge nella presentazione del Ddl, "non c'è avvocato che possa tutelare la dignità del cittadino (che si scrive) sentito, ma che nei fatti rischia di essere sottoposto a pressioni improprie, ad un interrogatorio di natura prettamente inquisitoria".

Nell'Illinois, Stati Uniti, prosegue D'Alfonso, la videoregistrazione degli interrogatori della polizia giudiziaria è diventata la norma e se fino a qualche anno fa gli oneri economici potevano essere di ostacolo, "oggi il costo stimato è 110/115 milioni per l'intero anno".

Anche per l'Associazione Italiana Giovani Avvocati il disegno di legge "è un rimedio possibile ed efficace al fine di garantire pienamente il cittadino le cui dichiarazioni vengono assunte nell'ambito delle indagini preliminari dalla polizia giudiziaria".

"Una soluzione" afferma il Presidente nazionale AIGA Antonio De Angelis "quella delle videoregistrazioni degli interrogatori, che migliorerebbe l'intera fase delle indagini preliminari, precludendo o comunque scoraggiando quei comportamenti che, nell'affanno di conseguire fonti di prova e l'individuazione del colpevole, rischiano di produrre rigidi teoremi inquisitori".

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