Il ritardo strutturale nel pagamento degli importi dovuti dallo Stato agli avvocati per il gratuito patrocinio è costato all'Italia una sentenza di "condanna" dalla Corte europea dei diritti dell'uomo: con la pronuncia depositata l'11 dicembre nel caso Diaco e Lenchi contro Italia.

Corte europea dei diritti dell'Uomo - Sezione I - Sentenza 11 dicembre 2025 - Ricorso n. 15587/10 e altri - Commento - Presidente Wennerström; Relatore Kučs; Diaco e Lenchi contro Italia

LA MASSIMA

Avvocato - Patrocinio a spese dello Stato - Crediti - Qualificazione - Applicabilità del Protocollo n. 1 - Diritto di proprietà - Ritardi nei pagamenti - Calcolo dei tempi - Criteri - Peso eccessivo sul creditore - Misure generali - Individuazione da parte dello Stato. (Convenzione europea dei diritti dell'uomo, Protocollo n. 1, articolo 1)

I ritardi nel pagamento degli importi dovuti dallo Stato per il patrocinio gratuito prestato dagli avvocati nell'ambito di procedimenti penali e civili sono una violazione del diritto di proprietà riconosciuto dall'articolo 1 del Protocollo n. 1 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. I decreti di pagamento, infatti, sono titoli che attestano un credito esigibile e, quindi, rientrano nella nozione di bene ai sensi della Convenzione europea. In presenza di problemi strutturali che causano una disfunzione e un ritardo sistematico, gli Stati sono tenuti ad adottare misure generali anche tenendo conto dell'importanza che venga assicurato il diritto fondamentale ad avere un rappresentante in giudizio per far valere i propri diritti, con particolare riguardo ai vulnerabili.

Il ritardo strutturale nel pagamento degli importi dovuti dallo Stato agli avvocati per il gratuito patrocinio è costato all’Italia una sentenza di “condanna” dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Con la pronuncia depositata l'11 dicembre nel caso Diaco e Lenchi contro Italia, per la prima volta, Strasburgo ha stabilito, all'unanimità, che i ritardi dello Stato nel pagamento per le attività di patrocinio a spese dello Stato, centrali per assicurare diritti fondamentali come quello di difesa, ...

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