Amministrativo

La Consulta boccia la legge veneta sul "controllo di vicinato"

In breve

Viola la competenza esclusiva dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza

La legge della Regione Veneto sul "controllo di vicinato" viola la competenza esclusiva dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza ed è pertanto incostituzionale. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 236 (redattore Francesco Viganò), depositata il 12 novembre.
La legge regionale n. 34 del 2019, annullata dalla Consulta, si proponeva l'obiettivo di promuovere e regolare il cosiddetto "controllo di vicinato", sostenendone in vario modo le attività e istituendo una banca dati per il monitoraggio dei suoi risultati.
La Corte ha ricordato che, secondo la propria giurisprudenza, spetta soltanto allo Stato legiferare in materia di "sicurezza primaria", che consiste nell'attività di prevenzione e repressione dei reati, primariamente affidata alle forze di polizia. Alle Regioni è invece consentito prevedere interventi a sostegno della cosiddetta "sicurezza secondaria", in particolare mediante azioni volte a rafforzare nel contesto sociale una cultura della legalità, nonché a rimuovere le condizioni nelle quali possono svilupparsi fenomeni di criminalità.
La legge regionale esaminata dalla Corte disciplinava forme di controllo del territorio da parte dei cittadini in chiave di ausilio alle forze di polizia rispetto ai loro compiti di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, e pertanto incideva inevitabilmente sulla "sicurezza primaria", riservata dalla Costituzione alla competenza legislativa dello Stato.
La Corte ha tuttavia precisato che nulla vieta alla legge statale di disciplinare direttamente il fenomeno del "controllo di vicinato", già oggetto, del resto, di numerosi protocolli di intesa tra prefetture e comuni, in varie di parti del territorio nazionale. E ciò nell'ottica – riconducibile al principio di "sussidiarietà orizzontale" sancito dall'articolo 118 della Costituzione – di partecipazione attiva e responsabilizzazione dei cittadini rispetto all'obiettivo di una più efficace prevenzione dei reati, attuata attraverso l'organizzazione di attività di supporto alle attività istituzionali delle forze di polizia.

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