Comunitario e Internazionale

La supremazia e non solo la posizione dominante giustifica l'obbligo "imposto" di contrattare

di Paola Rossi

In breve

La Corte conferma le sanzioni verso Deutsche e Slovak Telekom per l'accesso alle loro infrastrutture

Sono definitivamente respinti i ricorsi di Slovak Telekom e Deutsche Telekom contro la quantificazione delle ammende per comportamenti anticoncorrenziali fissate dal Tribunale Ue . La Cgue con le sentenze sulle cause C-152/19 P e C-165/19 P ha, infatti confermato le sanzioni della Commissione contro l'operatore slovacco e la sua casa madre. Sanzioni scattate per l'abuso della loro posizione dominante sul mercato slovacco dei servizi Internet a banda larga, limitando l'accesso degli operatori alternativi alla rete locale della Telecom slovacca. In realtà si trattava non di chiusura, ma di aver posto "condizioni inique" nella sua offerta per l'accesso disaggregato alla sua rete locale e " tariffe inique" al punto di non consentire di fatto che un altro operatore potesse offrire i medesimi servizi al dettaglio senza subire perdite. La vicenda origina da una decisione dell'Antitrust nazionale che, verificato un potere rilevante di Telecom sul mercato all'ingrosso per l'accesso disaggregato alla rete locale, la obbligava a concedere agli operatori alternativi l'accesso alla rete locale di cui è proprietaria, consentendo così a nuovi operatori che entrano nel mercato di utilizzare tale infrastruttura per offrire i loro servizi agli utenti finali.
Telecom riteneva altamente lesiva della libertà di impresa tale imposizione e si rifaceva al precedente Cgue sul caso Bronner che però, come spiega la sentenza odierna, ha affermato sì una soglia più alta per misurare la posizione di dominio, ma pure che se un'impresa dominante rifiuta di consentire l'accesso alla propria infrastruttura, può giustificarsi la decisione di obbligarla a concedere l'accesso ai suoi concorrenti può giustificarsi, al fine del rispetto della concorrenza, solo ove tale impresa dominante disponga di una "vera e propria supremazia" nel mercato interessato.
La Corte precisa che la sentenza Bronner ha consentito di stabilire se un'impresa dominante disponga di una simile supremazia grazie al possesso dell'infrastruttura. Secondo tale sentenza, un'impresa dominante può essere obbligata a concedere l'accesso a un'infrastruttura da essa sviluppata per le esigenze della propria attività unicamente qualora, in primo luogo, il rifiuto di tale accesso sia tale da eliminare del tutto la concorrenza da parte dell'impresa concorrente che richiede l'accesso. Se tale rifiuto non possa essere oggettivamente giustificato e che l'accesso sia indispensabile all'attività dell'impresa concorrente, ossia in assenza di un sostituto reale o potenziale di tale infrastruttura.

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