Professione e Mercato

"Manovra", Flat tax nuovo tetto a 85mila euro: dentro l'85% degli avvocati

di Francesco Machina Grifeo

Il Governo ha anche alzato il tetto al contante: dal 1° gennaio 2023 la soglia salirà da 1.000 a 5.000 euro. Meloni: "Misura rivolta al ceto medio, che non favorisce i ricchi e riconosce i sacrifici di chi lavora"

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Con l'estensione della flat tax da 65 mila a 85mila euro per autonomi e partite Iva, la misura è contenuta nel Ddl sulla "Manovra" varato ieri sera da Consiglio dei ministri, cresce di qualche migliaio la platea di avvocati che può optare per il regime della tassa piatta.

In particolare, ai circa 198 mila legali con un reddito professionale" fino a 65mila euro,ai quali ad oggi è applicabile l'attuale regime agevolato, si aggiungono altri 8mila professionisti che potrebbero optare per il regime forfetario. Sono infatti 206mila - su un totale di 241mila iscritti alla Cassa - gli avvocati con un reddito professionale entro gli 85mila euro. Secondo le stime, dunque, rimarrebbero fuori 35mila professionisti, pari al 14,5 % degli iscritti.

Il Governo ha poi previsto l'introduzione, sempre per i lavoratori autonomi, di una flat tax incrementale al 15% con una franchigia del 5% e un tetto massimo di 40.000 euro. Non sono state trovate invece le risorse per una flat tax incrementale per i lavoratori dipendenti. Deciso poi, come ampiamente annunciato, anche un nuovo tetto al contante: dal 1° gennaio 2023 la soglia per l'uso del contante salirà da 1.000 a 5.000 euro.

Intervenendo questa mattina in conferenza stampa la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha spiegato: "Nella legge di bilancio è stata data molta attenzione al tessuto produttivo, alle imprese, all'incentivo al lavoro. Ci sono - ha proseguito - tre tasse piatte: c'è la tassa piatta sui redditi incrementali alle partite Iva che hanno una tassa piatta del 15% sul maggiore utile conseguito rispetto al triennio precedente con soglia massima 40 mila euro, il che dimostra che si tratta di una misura rivolta al ceto medio, che non favorisce i ricchi e riconosce i sacrifici di chi lavora". C'è poi "l'aumento della flat tax a 85mila euro" per le partite Iva e "l'introduzione della tassa piatta al 5% sui premi di produttività fino a 3mila euro contro il 10% previsto attualmente".

Inizialmente la maggioranza aveva parlato di un innalzamento dell'aliquota unica a 100 mila euro, senza però escludere la possibilità di passaggio intermedio nel 2023 a 85mila euro, come poi effettivamente accaduto, rinviando al 2024 l'eventuale raggiungimento della nuova soglia.

La misura dunque interviene in soccorso degli autonomi, una categoria considerata in passato "ricca" ma che poi nel corso degli anni ha visto calare i propri redditi, nel caso dei legali anche a causa dell'impennata degli iscritti. Il quadro che viene fuori dal rapporto di Cassa forense, per l'anno 2020, è piuttosto sconfortante. Chi ha meno di trent'anni supera di poco la soglia dei 13mila euro di reddito, mentre solo a partire dai cinquant'anni è possibile raggiungere un livello superiore al valore medio (35.905 euro nella classe d'età 45-49 anni, 45.943 euro nella classe d'età 50-54 anni).

Il 58,1% delle posizioni, pari a poco più di 140mila avvocati, non raggiunge la soglia dei 20mila euro e in questa parte sono comprese 32mila posizioni con reddito pari a zero o addirittura negativo o, ancora, le posizioni con reddito non comunicato pervenuto. Il 27,0% si colloca all'interno della classe compresa fra i 20mila e i 50 mila euro, mentre al vertice (oltre i 50mila euro) si posiziona il 14,8% degli avvocati – poco meno di 36mila posizioni – di cui il 6,5% con redditi superiori ai 100mila euro.

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