Penale

Mottarone, Camere penali: rimozione Gip fatto di inaudita gravità

di Francesco Machina Grifeo

In breve

Intanto i consiglieri del Csm Sebastiano Ardita e Nino di Matteo, entrambi Pm, hanno chiesto al Comitato di presidenza di investire "con immediatezza la commissione competente"

Dopo l'adesione di tutte le Camere penali del Piemonte allo stato di agitazione proclamato dagli avvocati di Verbania per il provvedimento di revoca dell'assegnazione del fascicolo relativo alla tragedia della funivia "Mottarone" alla dott.ssa Banci Buonamici, da parte del Presidente del locale Tribunale, scende in campo anche l'Unione nazionale delle Camere penali.

Con una delibera adottata nel pomeriggio di martedì, la Giunta esecutiva esprime "incondizionato consenso e sostegno alla iniziativa di denuncia e di protesta" assunta dai colleghi piemontesi e manifesta "piena solidarietà, umana e professionale" alla dott.ssa Banci Buonamici, e "profonda ammirazione per la manifestata sua indipendenza di pensiero e di giudizio".

Inoltre, l'Ucpi rivolge "a tutti gli avvocati italiani l'invito a manifestare in ogni forma, sui social e nelle proprie camere penali, il sostegno ai penalisti di Verbania e del Piemonte Occidentale, ed a convergere numerosi a Verbania il giorno 22 giugno 2021, perché da quel Foro si rilanci con forza la grande battaglia per l'approvazione della legge costituzionale di iniziativa popolare per la separazione delle carriere nella Magistratura".

E la questione arriva anche al Consiglio superiore della magistratura dove, mercoledì mattina, i consiglieri Sebastiano Ardita e Nino di Matteo, entrambi pm, hanno chiesto al Comitato di presidenza di investire "con immediatezza la commissione competente e subito dopo l'assemblea plenaria affinchè si intervenga con massima tempestività per valutare la correttezza della decisione adottata e la sua eventuale incidenza sui principi in tema di precostituzione del giudice".

La delibera delle Camere penali - "Un Paese – si legge nella delibera di Giunta - nel quale può accadere ciò che accade a Verbania, e cioè che un Giudice che adotta decisioni sgradite all'Accusa venga bruscamente eliminato dallo scenario processuale, è un Paese che calpesta la Costituzione, con una protervia ed un sentimento di impunità che lascia sbalorditi".

"Invitiamo il Governo, la Ministra Cartabia e tutti i Parlamentari ad acquisire definitiva consapevolezza di questa allarmante emergenza, e dunque a rilanciare il percorso della proposta di legge di iniziativa popolare dell'UCPI, firmata da 75mila cittadini".

Una strada da preferire anche alle " illusorie scorciatoie referendarie" che "propongono poco più che un blando rafforzamento della separazione delle funzioni", bollato come uno "specchietto per le allodole dei più strenui ed attrezzati oppositori della sola riforma risolutiva, necessaria ed indispensabile: la riforma costituzionale dell'ordinamento giudiziario italiano".

Secondo i penalisti a confermare la "inaudita gravità di questa vicenda", è proprio la ricostruzione dei fatti che non può essere "dissimulata da implausibili formalismi burocratici".

Se fosse vero infatti, argomentano i penalisti, che la qualità in capo alla dott.ssa Banci Buonamici di Giudice supplente della dott.ssa Ceriotti, originaria destinataria della assegnazione del fascicolo, basti a legittimare quella decisione, "essa avrebbe dovuto allora accompagnarsi, prima e dopo, con decine se non centinaia di altri identici provvedimenti relativi a tutti gli altri fascicoli che, per le medesime ragioni di indisponibilità della dott.ssa Ceriotti, sono stati assegnati ad altri GIP parimenti in funzione di giudici "supplenti".

Non solo invece, proseguono, quella relativa alla tragedia della funivia risulta ad oggi "l'unico fascicolo in riassegnazione, ma è altresì vero che questa decisione, incredibilmente adottata -tramite Cancelleria!- nella fisica imminenza del deposito di una ordinanza di accoglimento di una istanza difensiva di incidente probatorio avversata dalla Procura, risulta inspiegabilmente violativa di un esplicito accordo in precedenza raggiunto tra la Presidenza del Tribunale, la Camera Penale ed il C.O.A. di Verbania". Con tale accordo si conveniva, proprio a proposito delle necessitate "supplenze" verso la dott.ssa Ceriotti, "che esse avrebbero assunto carattere di definitività".

"I l Re, dunque, è nudo, e se in questo Paese fosse ancora necessario avere conferma della improcrastinabile necessità di operare, da subito, per una riforma costituzionale che separi le carriere tra magistratura inquirente e magistratura giudicante, la clamorosa vicenda di Verbania ha assolto definitivamente questo compito".

Del resto, conclude la Giunta, non risulta neppure smentita la notizia, ripetutamente diffusa dai media pubblici e privati, di un diretto intervento del Procuratore Generale di Torino sul Presidente del Tribunale di Verbania per la rimozione da quella inchiesta di un Giudice coraggiosamente indipendente dall'Ufficio di Procura come la dott.ssa Banci Bonamici.

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