Comunitario e Internazionale

No a esenzioni dalle accise per imbarcazioni noleggiate se l'utilizzatore finale le usa per diporto

di Paola Rossi

In breve

Secondo le norme Ue solo se l'attività del noleggiatore è anche essa commerciale scatta il presupposto per il beneficio

Se il noleggiatore di un'imbarcazione la utilizza per diporto il carburante può essere esentato dallo Stato membro dal pagamento delle accise. Infatti, nel contratto di nolo ciò che rileva è l'attività svolta dall'"utilizzatore finale", ed essa può essere commerciale o meno, come nel caso del diporto. La Cgue con la sentenza sulla causa C-341/20 ha perciò bocciato la norma italiana che consentiva indifferentemente per impieghi commerciali o di diporto di ususfruire dell'alleggerimento fiscale sul carburante pagato per la conduzione di imbarcazioni noleggiate.

L'Italia - secondo la Cgue - ha violato il diritto dell'Unione esentando dall'accisa i carburanti delle imbarcazioni private da diporto, noleggiate e utilizzate dagli utilizzatori finali per attività non commerciali.

Non rileva quindi che il rapporto con l'utilizzatore finale rientri dal punto di vista del noleggiante in un'attività commerciale. Perché è la finalità del nolo a determinare il trattamento fiscale sull'acquisto di carburante. Infatti, il noleggiatore può sia utilizzare l'imbarcazione per scopi commerciali (ad esempio, il trasporto di persone a pagamento) o a scopo di diporto. E in tale seconda ipotesi non è legittima l'estensione dell'esenzione dalle accise.

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