Non è amore, è molestia: se l’altro ha detto no, insistere su WhatsApp è reato
La novità è qui: si afferma con chiarezza che il reato si configura anche quando la persona molestata avrebbe potuto “bloccare” il mittente
Il corteggiamento digitale ostinato, dopo che l’altro ha espresso il proprio dissenso, non è romantico. È molesto. E anche se non dura mesi, anche se si consuma in pochi giorni, quando è invadente, è reato. La Corte di cassazione (sentenza n.32770/2025) ha sancito un principio che segna un chiaro spartiacque nell’interpretazione del reato di molestia nei tempi della comunicazione digitale: messaggi e chiamate, anche se brevi, anche se non minacciosi, inviati ripetutamente all’ex partner dopo la rottura...





