Nordio: la riforma non è contro i giudici - Raggiunti tutti gli obiettivi del Pnrr
Questa mattina alla Camera le Comunicazioni annuali sull’amministrazione della giustizia del Ministro Nordio che nel pomeriggio sarà al Senato
“È quantomai opportuno ribadire, con chiarezza e fermezza, che la riforma dell’ordinamento giudiziario non nasce contro la magistratura ma a favore della giurisdizione e della piena realizzazione dei principi del giusto processo; sostiene l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati, garantisce la terzietà del giudice e tutela l’equilibrio tra le parti, in perfetta coerenza con i valori fondanti del sistema accusatorio introdotto dal codice Vassalli”. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio nel corso delle Comunicazioni annuali sull’amministrazione della giustizia alla Camera, in un passaggio fortemente contestato dalle opposizioni. “Il primo obiettivo – ha aggiunto - è quello di adeguarci alla volontà del popolo sovrano, che sarà espressa nel referendum confermativo della riforma costituzionale”.
Il Guardasigilli ha poi affermato che la riforma si snoda su tre pilastri fondamentali: introduce la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente; istituisce due distinti Consigli superiori eletti mediante sorteggio; crea una Corte disciplinare autonoma e indipendente”. “Nessuna disposizione della riforma – ha aggiunto - prevede, né nella lettera né nello spirito, l’assoggettamento del pubblico ministero all’Esecutivo. Al contrario, nella nuova formulazione dell’art. 104 Cost. si esplicita a chiare lettere che ‘la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ed è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente’“.
Pnrr - “L’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha rappresentato il motore principale delle riforme e degli investimenti, segnando una svolta epocale nella modernizzazione del sistema giudiziario italiano”. “Tutte le milestone e i target di competenza del Ministero giunti a scadenza – ha proseguito Nordio - sono stati pienamente raggiunti al 31 dicembre 2025”. Su un totale di 2,7 miliardi di euro assegnati al Ministero, sono stati effettuati pagamenti per un totale di 1.98 miliardi di €, pari al 72,91%. Il Ministro ha poi riepilogato i principali risultati raggiunti. La riduzione dell’arretrato civile 2019, presso i tribunali, ha raggiunto il -95,8%; presso le Corti d’Appello, il -99,4%. Inoltre, la riduzione dell’arretrato civile 2022 – obiettivo in scadenza a giugno 2026 – ha già raggiunto l’85,2% presso i Tribunali ordinari e l’85,4% presso le Corti d’Appello, dato già prossimo al target prestabilito.
Per quanto riguarda invece la riduzione dei tempi di trattazione, nel settore civile, il disposition time – calcolato al primo semestre 2025, si è ridotto del -27,8% rispetto al 2019; nel settore penale, la riduzione è stata del -37,8%. Questi risultati superano in alcuni casi i target fissati dal Piano, confermando l’efficacia delle riforme processuali e degli investimenti in capitale umano.
Capitolo a parte la digitalizzazione: “Rispetto all’ambizioso obiettivo di digitalizzare 7.750.000 fascicoli giudiziari – prosegue il Nordio -, al 31 dicembre 2025 il Ministero ha completato la digitalizzazione di 7.801.142 fascicoli giudiziari, così addirittura superando il target previsto. Per quanto riguarda gli investimenti in edilizia giudiziaria, il Ministro ha affermato che sono in corso di riqualificazione “ben 289.000 mq di edifici giudiziari entro il primo trimestre del 2026: in tal senso, tutti i 60 interventi previsti risultano in corso di esecuzione lavori, con una parte già collaudata e operativa”. Infine, il capitale umano dove “il Ministero ha raggiunto e superato il target di assunzione e mantenimento in servizio di 10.000 unità di personale PNRR. Al 31 ottobre 2025 risultano in servizio 11.650 unità di personale, al netto di 6.518 dimissioni con una spesa certificata pari a 1.586.607.662 €, circa il 70% del finanziamento PNRR complessivo di 2,2 miliardi di €.
Ma lo sforzo del Ministero - ha annunciato - andrà oltre l’orizzonte temporale del 2026: nell’ambito del Piano Strutturale di Bilancio di Medio Termine 2026-2029, infatti, il Governo ha identificato “specifici e ulteriori obiettivi da realizzare entro il 2029”. In particolare, semplificare le procedure nell’ambito del processo civile e incoraggiare le forme alternative di risoluzione delle controversie, ridurre la durata delle procedure fallimentari e promuovere l’uso degli strumenti stragiudiziali, ridurre ulteriormente l’arretrato civile e la durata dei processi civili, garantire risorse umane adeguate nel sistema giudiziario.
Processo telematico - Nordio ha poi ammesso le difficoltà nel Processo Civile Telematico (PCT) e nel Processo Penale Telematico (PPT) dove sono necessari “degli aggiustamenti” per “momentanei disallineamenti”. Altro fronte caldo, l’intelligenza artificiale che nel 2025 ha visto le “prime sperimentazioni” a supporto dell’amministrazione, sempre però “nel rispetto delle garanzie costituzionali, della disciplina europea e della recentissima legislazione nazionale, vero fiore all’occhiello della proiezione italiana verso le sfide tecnologiche già ben presenti sul campo”. Le applicazioni di A.I. sono state utilizzate per migliorare l’organizzazione del lavoro, la classificazione delle informazioni e l’accessibilità dei dati, senza mai incidere sui processi decisionali o sulle valutazioni giurisdizionali.
Va avanti il progetto “PINTOPAGA” che mira a conseguire “l’azzeramento totale nel biennio 2025-2026 dell’arretrato Pinto relativo al periodo dal 2015 al 2023”. Nel corso del 2025 sono state liquidate 60.836 istanze arretrate per complessivi 121,3 milioni di euro, mentre il dato liquidato dalle Corti di Appello per le istanze correnti è pari a 86,1 milioni di euro, per un totale complessivo di 207, 4 milioni.
Assunzioni - Sul fronte del personale, la procedura di stabilizzazione del personale PNRR “si sostanzierà in un ampio impegno aggiuntivo di almeno 225 milioni di euro di risorse nazionali per l’assunzione di almeno 6.000 unità (5.200 di area funzionari e 800 di area assistenti)”. La legge di bilancio ha previsto la possibilità di scorrere la graduatoria della stabilizzazione ulteriormente per 3 anni.
Per quanto riguarda i magistrati, “il 2025 ha visto il coordinamento di ben cinque procedure concorsuali per un totale di oltre 2.000 magistrati con l’obiettivo di coprire, per la prima volta, integralmente gli organici entro il 2026”. Mentre la magistratura onoraria è stata oggetto di una “profonda revisione normativa, con il completamento delle procedure di conferma e la previsione di nuovi diritti previdenziali, assistenziali e retributivi”.
Carceri - Sul fronte carceri, nel 2025 il fenomeno dei suicidi è in calo del 10%, ma i numeri alti “hanno imposto riflessione” e uno “specifico Piano di prevenzione e contrasto”. È cresciuto del 15%, invece, il lavoro all’esterno, passando da 1.860 a 2.135 unità. Rimane il nodo della giustizia minorile con un aumento delle presenze negli Istituti penali per i minorenni (IPM), dovuto alla crescita dei minori stranieri non accompagnati; incremento delle devianze giovanili; cronica insufficienza di comunità socio-educative. L’Amministrazione ha promosso una riorganizzazione profonda dei servizi minorili, istituendo quattro nuovi IPM (L’Aquila, Lecce, Rovigo, Santa Maria Capua Vetere).
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di Andrea Sirotti Gaudenzi - Direttore del Dipartimento di Intelligenza Artificiale dell'Istituto nazionale per la formazione continua (Roma)




