Professione e Mercato

OCF: professione a rischio - Fondo perduto e aiuti fiscali per i legali

di Francesco Machina Grifeo

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Tratto da Plusplus24 e Smart24

In breve

L'Avvocatura chiede "l'adozione di un piano straordinario di interventi" in sede di conversione del Dl Ristori Bis

Misure immediate di sostegno economico e fiscale e l'avvio di un tavolo "tavolo governativo unitario". Sono queste le condizioni per la sostenibilità della professione indicate in un documento appena licenziato dall'Organismo congressuale forense ed inviato al Premier Conte ed ai Ministri Bonafede, Gualtieri e Catalfo.

Per i legali non c'è più un attimo da perdere. La situazione "mette in serissimo pericolo la sostenibilità della Professione Forense e, con essa, la generale tenuta del nostro sistema di garanzia della tutela dei diritti". "La gran parte degli Avvocati Italiani si trova allo stremo delle forze" prosegue il documento firmato dal Coordinatore Malinconico, a causa del
"lunghissimo periodo di forzata interruzione delle attività giurisdizionali per ragioni di Covid".

L'Ocf mette nero su bianco "le prime e imprescindibili misure la cui assunzione permetterebbe agli Avvocati Italiani, che ne stanno facendo pressante appello, di sostenere la situazione contingente". E l'occasione per adottare gli interventi, già inviate al Parlamento e contenuti in due Relazioni, è la conversione dei Dl Ristori e Ristori bis.

Il calo previsto per le attività di consulenza ed assistenza legali nel 2021 è del 20% (bollettino Istat). Per Cassa Forense, il reddito quest'anno scenderà del 20% circa. La caduta investe una categoria che ha presentato oltre 144mila domande per il "reddito di ultima istanza", di cui quasi 138.000 da parte di avvocati con redditi sotto i 35.000 euro.

L'Organismo Congressuale Forense chiede dunque di estendere "talune misure di sostegno previste nel Dl Ristori bis anche alle professioni". Il criterio, spiegano, non può più essere quello sinora utilizzato -fondato sul confronto fra il fatturato di un mese del 2019 e quello dello stesso mese del 2020 -, perché inadatto a fotografare "le professioni ed in particolare l'Avvocatura". Il sistema proposto invece fa riferimento al volume dei compensi conseguiti dall'1.4.2020 al 31.10.2020 che deve essere "inferiore al 70% dei sette dodicesimi dell'ammontare dei compensi conseguiti nel periodo d'imposta 2019".

Seguendo questi parametri, per l'Ocf, il c ontributo a fondo perduto va esteso ai soggetti esercenti attività professionale . Ma anche il credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili (concesso alle imprese interessate dalle misure restrittive del Dpcm 3 novembre 2020). Gli studi professionali vanno poi inclusi nella cancellazione della seconda rata IMU. Ed ai professionisti si deve applicare il bonus baby-sitting per le regioni zone rosse

Sul fronte fiscale le modifiche proposte hanno l'effetto di estendere alla rottamazione il meccanismo già previsto per i versamenti in autoliquidazione "rinviati a cagione dei primi provvedimenti emergenziali (ovvero il versamento di una quota in unica soluzione con rateizzazione del residuo)". "Appare necessario – si legge nella nota di accompagnamento - anzi ridurre la quota da versarsi in unica soluzione (attualmente, prevista, nel 50% per talune tipologie) al 25%, visto il protrarsi delle difficoltà e per evitare l'accavallarsi delle varie scadenze, ordinarie e rinviate".

I legali infatti insistono sulla necessità che la riscossione dei tributi, sia in autoliquidazione, sia come riscossione esattoriale vera e propria, "venga articolata mediante un sistema che eviti l'accavallarsi di scadenze". "Al contrario si determinerà una situazione generalizzata di decadenza dalle rateizzazioni e dalle forme di "pace fiscale", prima fra tutte la c.d. rottamazione, per la quale non è previsto alcun margine di tolleranza in relazione al 10 dicembre prossimo".

La crisi generale degli studi professionali - il 12,5% del PIL nazionale -, conclude l'Ocf, non riguarda più solo la fascia debole, "cui si è inteso provvedere con i primi interventi, ma si è già estesa anche agli studi più strutturati che devono da un lato sostenere ingenti costi fissi e dall'altro costituiscono la fonte di reddito per i propri dipendenti ed i collaboratori".

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