Giustizia

Vaccinare gli avvocati per uscire dall'emergenza e i praticanti per un esame in sicurezza

In breve

Depositata una interrogazione dell'onorevole Miceli per chiedere un intervento omogeneo nella somministrazione del vaccino agli avvocati ed ai praticanti anche nella prospettiva di agevolare lo svolgimento dei prossimi esami

Con una lettera inviata al Ministro della Salute, Roberto speranza, e alla Ministra della giustizia, Prof. Marta Cartabia, l'Organismo congressuale forense chiede che il Piano nazionale di vaccini Covid-19, laddove coinvolga gli "operatori di giustizia", sia esteso anche agli "avvocati italiani". Soltanto così si potrà uscire dalla attuale fase di emergenza.

"L'epidemia da Covid-19 – scrive il coordinatore Giovanni Malinconico - ha colpito in modo particolarmente drammatico la Giurisdizione, che addirittura ha subito un blocco delle attività - fatto assolutamente senza precedenti nella storia italiana -, dovuto dalle peculiarità del suo esercizio e alla inadeguatezza degli edifici in cui essa viene amministrata".

"Ad oggi – prosegue - la Giurisdizione viene esercitata in modo del tutto emergenziale, con grande riduzione delle garanzie delle parti e dei principi del giusto processo e con una sostanziale inaccessibilità degli Uffici Giudiziari". E siccome siamo davanti ad una "funzione primaria" occorre "garantire che i nostri Tribunali tornino ad una piena e ‘ordinaria' operatività".

Per queste ragioni l'Organismo Congressuale Forense ha condiviso la richiesta già avanzata dall'Associazione Nazionale Magistrati che preme per dare priorità di accesso alla vaccinazione a tutti gli operatori della giustizia, che devono essere considerati esercenti di un servizio di pubblica utilità. Sempre in questa direzione, ricorda Malinconico, si inquadrano le iniziative del Consiglio Nazionale Forense, della Cassa Forense e di "numerosi" Ordini territoriali.

I soggetti istituzionali dell'Avvocatura dunque segnalano che l'efficacia della profilassi nel settore giudiziario "non potrà essere assicurata se non sarà estesa a tutti gli operatori, inclusi gli Avvocati". Già vi è stato, conclude l'Ocf, un riscontro positivo da parte di "numerose Regioni" ma "anche al fine di assicurare uniformità di comportamento, si chiede che il Piano nazionale di vaccini Covid-19, laddove preveda nella sequenza temporale l'intervento nei confronti degli operatori di giustizia, sia esteso anche agli Avvocati Italiani".

Nel pomeriggio, l'Aiga ha poi reso noto che l'On. Carmelo Miceli, avvocato e deputato del PD, ha presentato alla Ministra della Giustizia e al Ministro della Salute una interrogazione finalizzata a chiedere "quali misure si intendano assumere per garantire a livello nazionale un intervento omogeneo nella somministrazione del vaccino AstraZeneca agli avvocati – da considerare parte essenziale del servizio pubblico Giustizia –, ed evitare sperequazioni su basi territoriali".

Nella interrogazione si è chiesto di valutare "anche nella prospettiva di agevolare lo svolgimento dei prossimi esami di abilitazione, l'opportunità di inserire anche i praticanti tra le categorie ammesse alla vaccinazione posto che anch'essi frequentano, al pari degli avvocati e del personale dell'amministrazione giudiziaria, i medesimi uffici giudiziari".

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