Giustizia

Professionisti: approvare in fretta il Ddl sull'equo compenso

Per ProfessionItaliane e ConfProfessioni il via libera al provvedimento non può più attendere

Contenuto esclusivo Norme & Tributi Plus

Oggi si riunisce la Commissione Giustizia del Senato, presieduta dal Sen. Andrea Ostellari, per raccogliere i pareri del Governo in merito agli emendamenti presentati al testo del Disegno di legge sull'equo compenso ai professionisti.

ProfessionItaliane - l'associazione che riunisce CUP e RPT - e ConfProfessioni ribadiscono la necessità di garantire al più presto una legge organica sulla materia, al fine di eliminare il fenomeno delle prestazioni professionali gratuite, imponendo il rispetto del principio dell'equo compenso, soprattutto ai committenti "forti".

Nei giorni scorso il Sottosegretario alla Giustizia con delega alle professioni Francesco Paolo Sisto intervenendo al convegno per i 25 anni dell'Associazione Nazionale Forense, aveva affermato: "Sull'equo compenso, sarà il Parlamento a stabilire se scegliere la via della ratifica o quella della modifica. Certo è che intervenire sul provvedimento può significare condannarlo per mancato completamento del percorso parlamentare. Si può essere d'accordo o meno con il testo passato alla Camera all'unanimità, ma è certamente un notevole passo avanti rispetto al nulla di oggi". "In questo caso - ha concluso - il meglio potrebbe essere nemico del bene. Ma si tratta di valutazione da affidare solo e soltanto al pragmatismo parlamentare".

ProfessionItaliane e ConfProfessioni concordano sul fatto che il testo di legge, pur venendo incontro a parte delle loro esigenze, dovrà essere sottoposto ad ulteriori miglioramenti e sono pronti a condividere con le forze politiche tutte le loro proposte in merito, a cominciare dalla soppressione dei procedimenti disciplinari nei confronti dei professionisti (articolo 5, comma 5) e dalla presunzione legale di equità delle convenzioni previste dall'articolo 6.

In questo difficile momento, tuttavia, per le Associazioni, la politica deve assumersi la responsabilità di garantire l'approvazione del provvedimento, al fine di evitare che finisca su un binario morto, vanificando un iter parlamentare lungo e complesso, preceduto da una lunga battaglia politica da parte dei professionisti.

"Numerosi– scrivono - sono gli aspetti positivi dell'attuale formulazione del testo. Ci si riferisce, ad esempio, all'aggiornamento dei parametri con cui individuare i compensi, alla rideterminazione dei corrispettivi non corrisposti, alla nullità delle clausole vessatorie, all'impugnativa per le parti non conformi dei contratti d'opera, alla possibilità di avere chiarezza sui tempi della prescrizione per responsabilità professionali con decorrenza dalla data della prestazione". "Senza contare l'importante istituzione dell'Osservatorio nazionale sull'equo compenso, che deve però ricomprendere la più ampia rappresentanza del sistema professionale".

ProfessionItaliane e ConfProfessioni, pertanto, "auspicano che si arrivi ad un rapido accordo delle forze politiche su un testo definitivo del quale venga garantita l'approvazione entro la fine della Legislatura".

Per saperne di piùRiproduzione riservata ©