Si tratta infatti di un intervento normativo incapace di ridurre, con l'urgenza che un decreto avrebbe sottinteso, la pressione dei numeri, e ciò proprio perché asseritamente impostato sul rifiuto pregiudiziale di ogni intervento di decompressione.

IL TEMA DELLA SETTIMANA

Nelle parole del presidente delle Camere penali Francesco Petrelli non c'è solo la delusione per il risultato modesto che è stato messo in campo con la conversione in legge 92/2024, cosiddetto "Decreto Carceri" (si veda «Guida al Diritto» n. 32/33 del 2024, pagine 8 e seguenti), ma anche una critica profonda alla concezione e alla percezione della realtà carceraria nel nostro Paese. In sostanza, per Petrelli il sovraffollamento, le carenze delle strutture e la mancanza di risorse sono il frutto di una visione distorta principalmente della politica protesa solo all'acquisizione del consenso.

1. Scriveva Michel Foucault del carcere, cogliendone la natura politicamente controversa, che si trattava di quella «detestabile soluzione di cui - tuttavia - non si saprebbe fare a meno» (M. Foucault, «Sorvegliare e punire. Nascita della prigione», Einaudi, Torino 1976, p. 252). Ma se questo è vero, è altrettanto evidente che a questa condizione di irrinunciabilità della soluzione-carcere non fa seguito un conseguente partecipe interesse alla sua vita reale e alla sua efficacia da parte della politica...

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