Il giudice delle leggi con la recente sentenza n. 143 del 2024 ha richiamato l'attenzione del legislatore, quale "primo interprete della sensibilità sociale", sulla questione della "condizione non binaria", esortandolo tacitamente a legiferare al riguardo. Secondo Giuseppe Finocchiaro la Consulta ha fatto bene poiché una pronuncia d'illegittimità costituzionale additiva della possibilità di un sesso diverso rispetto a quelli tradizionali finirebbe con il creare una grandissima confusione. Anche se l'esigenza di intervenire a regolare la materia è destinata a diventare urgente e pressante.
IL TEMA DELLA SETTIMANA
Il giudice delle leggi con la recente sentenza n. 143 del 2024 ha richiamato l'attenzione del legislatore, quale "primo interprete della sensibilità sociale", sulla questione della "condizione non binaria", esortandolo a legiferare al riguardo. Per Giuseppe Finocchiaro la Consulta ha fatto bene a non esprimersi con una pronuncia d'illegittimità additiva della possibilità di un sesso diverso rispetto a quelli tradizionali perché ciò avrebbe creato solo confusione. Anche se l'esigenza di intervenire sulla materia è oggi necessaria. A pagina 62, nella sezione della giurisprudenza civile, pubblichiamo il testo della sentenza e il commento a firma Valeria Cianciolo.
Dopo tre mesi dalla dichiarazione d'illegittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 26, della legge 20 maggio 2016 n. 76, nella parte in cui stabilisce che la sentenza di rettificazione anagrafica di attribuzione di sesso determina lo scioglimento automatico dell'unione civile senza prevedere, laddove l'attore e l'altra parte dell'unione rappresentino personalmente e congiuntamente al giudice, fino all'udienza di precisazione delle conclusioni, l'intenzione di contrarre matrimonio, che il giudice...


