Sul “crinale” sottile della coerenza sistemica, laddove le istanze della tecnica mal si compenetrano con l’architettura del Diritto, la discrasia tra norma e prassi apre il campo a riflessioni giuridiche nell’alveo delle quali il ruolo dell’interprete, anche per ragioni di economia procedurale, si inscrive in funzione anticipatrice di una indifferibilità correttiva, operante in termini di adeguamento e armonizzazione di vuoti e attriti generati da tali disallineamenti. Ciò che accade nella fattispecie...


