Responsabilità

Risarcisce la banca che vende azioni di una società fallita tre mesi dopo

In breve

Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 10971 depositata ogg

La banca risponde per aver fatto acquistare titoli di una società partecipata e fallita soltanto 3 mesi dopo. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 10971 depositata oggi, accogliendo (sotto questo profilo) il ricorso di due risparmiatori contro UniCredit (ex Rolo Banca spa). In particolare, gli investitori avevano dedotto la violazione degli obblighi contrattuali prescritti (dall'articolo 17 del Dlgs n. 415/96), con riferimento all'acquisto di 8.000 azioni della SCI Spa (poi fallita) effettuato nel settembre 1997 in quanto indotti dal Direttore della Banca che li aveva rassicurati sulle prospettive di incremento di valore dei titolo, fra l'altro, modificando la loro ordinaria operatività, sino ad allora caratterizzata essenzialmente da investimenti in PCT (pronti contro termine) aventi ad oggetto titoli di Stato. E la Suprema corte gli ha dato ragione "sia perché la capogruppo UniCredit teneva in portafoglio le azioni della SCI, oggetto di vendita da parte della Banca e sia perché le azioni vendute dalla banca agli odierni ricorrenti, appartenevano ad una società che è andata fallita tre mesi dopo tale vendita, pertanto la 'specifica diligenza' di cui all'art. 18 comma 5 del Dlgs. n. 415/96 non risulta rispettata, in quanto l'intermediario, non avrebbe dovuto proporre le azioni di una società indebitata prossima all'insolvenza e di cui la capogruppo deteneva e azioni".

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