Anche piani di risanamento difficili, presentati da un debitore pressoché in stato di insolvenza, meritano di essere perseguiti al riparo dalle azioni esecutive dei singoli creditori, a patto che il percorso sia delineato e si possa desumere la funzionalità delle misure protettive e cautelari al buon esito delle trattative. È quanto emerge dalla lettura dell’ordinanza del Tribunale di Bologna dello scorso 4 marzo.
La vicenda su cui il tribunale ha provveduto con la citata ordinanza non è inusuale. ...

