Giustizia

Sciopero magistrati, astensione fissata per lunedì 16 maggio

di Francesco Machina Grifeo

La Giunta esecutiva centrale dell'Anm, in attuazione della mozione approvata dall'Assemblea nazionale straordinaria del 30 aprile scorso, ha individutato la data dello "sciopero totale dei magistrati dalle loro funzioni", salvi i limiti derivanti dal codice di Autoregolamentazione

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Si terrà lunedì il 16 maggio lo sciopero dei magistrati proclamato dall'Anm contro la riforma dell'ordinamento giudiziario e del Csm. La Giunta esecutiva centrale dell'Associazione, in attuazione della mozione approvata dall'Assemblea nazionale straordinaria del 30 aprile scorso, ha infatti dato attuazione alla delibera che ha proclamato l'astensione totale dei magistrati dalle loro funzioni, salvi i limiti derivanti dal codice di Autoregolamentazione.

Intanto nei giorni scorsi si è levata la reazione compatta dell'Avvocatura. Critici il il Presidente delle Camere penali Caiazza: "Così le toghe reagiscono al riequilibrio dei poteri dello Stato". L'Ocf, per Vinicio Nardo (componente dell'Ufficio di Coordinamento): "L'iniziativa non è di marca sindacale, volta a regolare i rapporti dei magistrati con lo Stato datore di lavoro, ma mira ad influenzare la funzione legislativa". L'Associazione nazionale forense, Giampaolo Di Marco (segretario) :"Chiediamo subito un confronto verità con i rappresentanti dei magistrati, perché occorre spiegare con chiarezza e senza filtri ai cittadini che quello che il Parlamento deve approvare è una riforma necessaria e condivisibile e non c'è nessun pericolo per la nostra Costituzione". L'Aiga , Francesco Paolo Perchinunno (presidente): "Legittimo da parte dei magistrati rappresentare le proprie perplessità in merito ai contenuti della riforma, ma allarma, in questa fase, l'uso di tale strumento da parte di uno dei tre poteri dello Stato, quello giudiziario, nei confronti di un altro, quello legislativo".

Ma l'Associazione magistrati prova anche a dare un volto ‘dialogante' all'astensione. "Non scioperiamo per protestare - si legge nel documento approvato -, ma per essere ascoltati, non scioperiamo contro le riforme, ma per far comprendere, dal nostro punto di vista, di quali riforme della magistratura il Paese ha veramente bisogno".

Secondo l'Anm infatti la riforma in discussione al Parlamento non accorcerà di un giorno la durata dei processi, ma "cambierà radicalmente la figura del magistrato, in contrasto con quello che prevede la Costituzione" rendendo "gerarchicamente ordinati anche gli uffici giudicanti" e creando "una magistratura alta e una bassa" che "aumenterà quell'ansia di carriera che tanto danno ha già fatto, e continuerà a fare". Mentre il Paese ha bisogno di magistrati che "vengano valutati per la qualità del loro lavoro, e non soltanto per la quantità; di magistrati che si concentrino solo sulle decisioni che devono prendere, non sugli adempimenti burocratici e nemmeno sulle loro carriere; di magistrati liberi di giudicare serenamente". Né tantomeno, proseguono, il Paese ha bisogno di pubblici ministeri che "sentono una condanna come una vittoria e un'assoluzione come una sconfitta".

La Giunta dovrà ora individuare alcuni "luoghi simbolici del territorio nazionali, collegati alla giurisdizione" dove organizzare, in collaborazione con gli ordini forensi, una manifestazione pubblica, invitando alla stessa tutti i cittadini e gli amministratori locali. Inoltre, dovrà predisporre "brevi schede informative che spieghino i punti rilevanti della riforma e le conseguenze dannose ". Organizzando, in parallelo, una "giornata di studio confronto e dibattito" per interrogarsi sulle "cadute etiche e sulla crisi di consenso che ne è derivata", ascoltando "le critiche, le proposte, le indicazioni, perché si possa restituire alla giurisdizione l'autorevolezza che le è propria".

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