Sinteticità degli atti sotto la lente, al via l’Osservatorio Permanente
Il Ministro della Giustizia Nordio costituisce un osservatorio per il monitoraggio e la proposta di eventuali modifiche
Al via l’Osservatorio sulla chiarezza e sinteticità degli atti. Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha firmato il decreto il 29 marzo 2024. Costituito presso l’Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia, avrà il compito di raccogliere e verificare i dati forniti da ciascun distretto di Corte d’Appello e suddivisi per tipologia di ufficio giudiziario, avvalendosi della collaborazione della Direzione generale di statistica e analisi organizzativa e della Direzione generale per i servizi informativi automatizzati.
A far parte dell’Osservatorio, presieduto dal Capo Ufficio Legislativo, Antonio Mura, anche esperti della linguistica giudiziaria e avvocati indicati dal consiglio nazionale forense, insieme a magistrati. Non sono previsti compensi ma soltanto un rimborso spese “per la partecipazione alle riunioni in presenza, nel rispetto dei limiti di spesa previsti dalla vigente legislazione in materia”.
L’istituzione dell’organismo era stata inserita nel Dm del 7 agosto 2023 relativo al regolamento sui criteri di redazione, limiti e schemi informatici degli atti giudiziari (All’art. 10 è prevista la costituzione di un “osservatorio permanente sulla funzionalità dei criteri redazionali e dei limiti dimensionali stabiliti dal presente decreto al rispetto del principio di chiarezza e sinteticità degli atti del processo. L’osservatorio ha anche il compito di raccogliere elementi di valutazione ai fini dell’aggiornamento del presente decreto con cadenza almeno biennale”).
In particolare l’organismo verifica la “funzionalità dei criteri redazionali e dei limiti dimensionali stabiliti dal decreto del Ministro della giustizia n. 110 del 2023” ai fini del rispetto del “principio di chiarezza e sinteticità degli atti del processo” e raccoglie elementi di valutazione ai fini dell’aggiornamento del decreto “con cadenza almeno biennale”.
Entro il 31 marzo di ciascun anno, il presidente riceve i dati dell’anno precedente, suddivisi per distretto di corte d’appello e tipologia di ufficio giudiziario, relativi a: a) dimensioni degli atti processuali; b) provvedimenti sulle spese; c) tempi di definizione dei procedimenti civili introdotti dopo il 1° settembre 2023 (e comparazione con quelli introdotti precedentemente).
Ogni due anni al massimo poi viene redatta una “sintetica relazione” sull’efficienza delle misure e degli strumenti monitorati, e questo è il luogo anche per “eventuali proposte di modifica”. La relazione è trasmessa al Ministro della giustizia, al Csm e al Cnf. Spazio anche a proposte da parte degli uffici giudiziari e dei soggetti esterni, “anche procedendo eventualmente a audizioni”.
L’Osservatorio è composto da: Federigo Bambi, professore associato di Storia del diritto medievale e moderno presso il Dipartimento di scienze giuridiche dell’Università degli studi di Firenze; Giampiero Cassi, del Foro di Firenze; Giuseppe Fichera, Vice Capo del Dipartimento per la transizione digitale della giustizia; Prof. Riccardo Gualdo, professore ordinario di Linguistica italiana presso il Dipartimento di studi linguistico-letterari, storico-filosofici e giuridici dell’Università degli studi della Tuscia; dott.ssa Paola Romana Lodolini, magistrato addetto all’Ufficio legislativo del Ministero della giustizia; Riccardo Massera, giudice presso la Corte d’appello di Roma; Paolo Moro, professore ordinario di Filosofia del diritto e informatica giuridica presso la Scuola di giurisprudenza dell’Università degli studi di Padova; dott.ssa Ilaria Pagni, professore ordinario di Diritto processuale civile presso il Dipartimento di scienze giuridiche dell’Università degli studi di Firenze; Alessandro Patelli, del Foro di Como; Francesco Pizzuto, del Foro di Patti; Pietro Spera, giudice presso il Tribunale di Genova; dott.ssa Jacqueline Visconti, professore ordinario di Linguistica italiana presso il Dipartimento di italianistica, romanistica, antichistica, arti e spettacolo dell’Università degli studi di Genova.
Semplificazione amministrativa: una nuova "buona" legge non basta
di Patrizio Leozappa - Segretario dell'Unione nazionale avvocati amministrativisti e Presidente della Camera amministrativa romana



